Made in Malga 2026, Asiago torna capitale dei formaggi di montagna

sabato 29 agosto 2026 Valentina Ruzza

Per due fine settimana Asiago cambia ritmo e torna a raccontare la montagna partendo da uno dei suoi linguaggi più autentici: il formaggio.

Dal 4 al 6 e dall’11 al 13 settembre 2026 l’Altopiano dei Sette Comuni ospiterà la quattordicesima edizione di Made in Malga, manifestazione nazionale dedicata ai formaggi d’alpeggio e alle produzioni di alta quota. Un appuntamento che negli anni ha trasformato il centro di Asiago in un grande percorso del gusto, facendo incontrare malgari, affinatori, caseifici, produttori, appassionati e curiosi.

Il punto interessante, però, è che Made in Malga non racconta soltanto un prodotto. Racconta un sistema. Dietro una forma di formaggio ci sono infatti i pascoli, l’altitudine, le erbe spontanee, la stagionalità, il lavoro dell’uomo e un patrimonio produttivo che in montagna conserva ancora un rapporto molto stretto con il luogo nel quale nasce.

È da questa relazione che prende forma anche uno dei protagonisti dell’edizione 2026: l’Asiago DOP Prodotto della Montagna, ottenuto esclusivamente da produzioni realizzate sopra i 600 metri di altitudine. Durante la manifestazione sarà possibile scoprirlo attraverso degustazioni, incontri e percorsi dedicati alle differenti stagionature e alle caratteristiche sensoriali del formaggio.

In Piazza Carli sarà presente l’Asiago Point, spazio nel quale il pubblico potrà avvicinarsi alle diverse espressioni della DOP accompagnato da esperti e assaggiatori. Non soltanto Fresco e Stagionato, quindi, ma un’occasione per comprendere quanto il tempo, la lavorazione e il luogo di produzione possano modificare profumi, struttura e persistenza.

Il tema centrale scelto per questa edizione è proprio quello della biodiversità sensoriale.

Un concetto che porta l’assaggio oltre la semplice distinzione tra formaggi più giovani e più maturi e invita, invece, a leggere il prodotto come espressione di un paesaggio. Flora, pascoli ed essenze aromatiche diventano parte di una sorta di geografia gastronomica dell’Altopiano.

Su questo principio si costruiscono gli appuntamenti di Asiago Experience, ospitati nella sede dell’Unione Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni. Gli incontri approfondiranno storia, tecniche casearie, stagionature e abbinamenti, accompagnando il pubblico verso un assaggio più consapevole.

Particolarmente significativo sarà il percorso dedicato al rapporto tra formaggio e miele, “Atlante dei pascoli: i mille sentori della montagna tra Asiago DOP e miele”, previsto il 5 e il 13 settembre. L’idea è mettere a confronto due prodotti apparentemente lontani che condividono invece la stessa origine: il paesaggio vegetale.

Il miele trattiene le tracce delle fioriture; il latte quelle dell’alimentazione degli animali. L’assaggio diventa così uno strumento per leggere il territorio.

Non mancheranno percorsi più tecnici, dall’analisi sensoriale dell’Asiago DOP agli approfondimenti dedicati all’olfatto, con l’obiettivo di insegnare a riconoscere aromi e caratteristiche che spesso percepiamo senza riuscire a definire.

Made in Malga diventa però anche terreno di incontro tra territori diversi.

Sabato 5 settembre l’Hotel Paradiso ospiterà una masterclass che metterà a confronto l’Asiago DOP con i vini della Sicilia. Nel calice arriveranno varietà e denominazioni legate al Mediterraneo, dal Nerello Mascalese al Cerasuolo di Vittoria, dal Perricone al Nero d’Avola, accostate alle differenti maturazioni del formaggio: Fresco, Mezzano, Vecchio e Stravecchio.

È forse uno degli abbinamenti più interessanti dell’intero programma proprio perché costruito sulla distanza: da una parte l’Altopiano, dall’altra il Mediterraneo. Altitudini, climi e culture gastronomiche differenti che trovano nel bicchiere e nel formaggio un terreno comune.

Il secondo fine settimana riporterà invece il dialogo in quota.

Sabato 12 settembre sarà il Trentino a incontrare l’Asiago DOP attraverso una degustazione dedicata ai vini di montagna. Müller-Thurgau, Trentodoc e Nosiola accompagneranno alcune delle espressioni del formaggio vicentino in un percorso giocato su altitudine, freschezza, maturazione e biodiversità.

La manifestazione uscirà inoltre dagli spazi delle degustazioni per entrare direttamente nella cucina.

Ristoranti e agriturismi dell’Altopiano proporranno interpretazioni dedicate all’Asiago DOP, mentre l’Asiago Bistrot sarà affidato allo chef Massimo Spallino del Ristorante Hotel Vecchia Stazione di Canove di Roana. Qui il formaggio diventerà ingrediente vero e proprio, andando oltre il classico tagliere per entrare nella costruzione dei piatti.

Parallelamente, nei giardini di Piazza Carli, tornerà anche il Mountain Beer Festival, giunto alla sesta edizione e dedicato alle birre artigianali di montagna.

Ed è proprio questa contaminazione a spiegare bene cosa sia diventato Made in Malga.

Non semplicemente una mostra mercato e nemmeno una festa del formaggio, ma una manifestazione capace di utilizzare il cibo come strumento per raccontare un territorio. Perché nella montagna contemporanea l’identità non vive soltanto nella conservazione delle tradizioni: vive soprattutto nella capacità di farle comprendere.

Ad Asiago, per sei giorni distribuiti su due weekend, il filo conduttore passerà attraverso formaggi, vini, miele e birra. Ma la storia raccontata sarà sempre la stessa: quella dell’altitudine e di ciò che riesce ancora a imprimere negli alimenti.

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