Cronaca

Patenti truccate, 41 a giudizio con perquisizioni anche a Vicenza

venerdì 25 settembre 2026 Martino Montagna

Microcamere nascoste, microauricolari e suggerimenti trasmessi in diretta durante l’esame teorico. È il sistema che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe permesso a numerosi candidati di superare la prova per la patente pagando fino a 3 mila euro. Un’inchiesta partita nel 2022 e condotta dalla Polizia Locale di Verona insieme alla Polizia Stradale, sotto il coordinamento della Procura, che ha interessato anche il territorio vicentino.

Sono 41 le persone rinviate a giudizio nell’ambito dell’inchiesta, mentre 27 patenti sono state sequestrate. Gli accertamenti hanno portato alla luce un sistema organizzato nel quale i candidati, in cambio di somme che potevano raggiungere i 3 mila euro, avrebbero ricevuto assistenza dall’esterno durante la prova teorica.

Il meccanismo era basato su una tecnologia tanto semplice quanto difficile da individuare. Una microcamera nascosta negli abiti consentiva di riprendere le domande visualizzate sul computer durante l’esame e di trasmettere le immagini all’esterno. Da remoto, un’altra persona leggeva i quesiti e comunicava le risposte al candidato attraverso un microauricolare praticamente invisibile.

L'indagine ha permesso agli investigatori di ricostruire una vera e propria organizzazione, con persone incaricate di procurare la strumentazione, predisporre i dispositivi, accompagnare i candidati e gestire i contatti e i pagamenti. In alcuni casi sarebbero stati utilizzati anche telefoni cellulari e schede Sim intestate a soggetti inesistenti o comunque difficilmente riconducibili agli utilizzatori effettivi.

Nel corso delle attività investigative sono stati sequestrati circa 40 mila euro in contanti, oltre a microcamere, microauricolari, telefoni cellulari, schede telefoniche e altri dispositivi elettronici. Gli investigatori hanno inoltre trovato anche capi di abbigliamento modificati per consentire di nascondere più facilmente la strumentazione necessaria a comunicare con l'esterno.

Il sistema non avrebbe riguardato soltanto Verona. Gli accertamenti hanno infatti portato gli investigatori anche nel Vicentino, dove sono state effettuate perquisizioni nell'ambito dell'inchiesta. Le verifiche hanno interessato abitazioni, uffici e attività ritenute collegate alla rete finita sotto esame.

Il territorio vicentino era già emerso in precedenti episodi legati alle cosiddette “patenti facili”. In un caso scoperto alla Motorizzazione Civile di Vicenza, un candidato era stato sorpreso durante l'esame con una microcamera, un modem, una batteria e un microauricolare nascosti sotto gli abiti. Anche in quella circostanza l'attrezzatura avrebbe consentito di trasmettere all'esterno le domande del test e ricevere le risposte.

L'inchiesta più ampia ha consentito di mettere in relazione episodi e persone operanti in diverse province, delineando secondo gli investigatori un sistema non basato su singoli tentativi isolati, ma su una struttura organizzata e capace di operare su più territori.

Il costo del “servizio” poteva arrivare a 3 mila euro per candidato. Una cifra considerevole, pagata per evitare di affrontare autonomamente la prova teorica e affidarsi invece a qualcuno collegato dall'esterno.

L'operazione ha portato complessivamente al sequestro di 27 patenti e al rinvio a giudizio di 41 persone. Ora la vicenda passerà al vaglio dell'autorità giudiziaria: il rinvio a giudizio non costituisce una condanna e le responsabilità dei singoli indagati dovranno essere accertate nel corso del procedimento.

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