giovedì 30 luglio 2026 Martino Montagna
La partita della Grande Vicenza entra in una fase di confronto politico dopo le critiche espresse dalla sindaca di Altavilla Vicentina, che al termine dell’ultima riunione tra i Comuni aderenti ha deciso di rendere pubblica la propria posizione sul futuro del progetto.
La prima adesione alla Grande Vicenza, spiega la sindaca, era nata dalla convinzione che la collaborazione tra amministrazioni potesse rappresentare una risorsa per tutto il territorio. Con il passare del tempo, però, sarebbe maturata una diversa valutazione: secondo la sua analisi, il progetto avrebbe progressivamente perso il carattere di percorso condiviso, trasformandosi in uno strumento maggiormente legato alla linea del sindaco di Vicenza Giacomo Possamai.
Al centro delle critiche non ci sarebbe la collaborazione tra Comuni, che la sindaca ribadisce di voler continuare a sostenere, ma soprattutto il metodo adottato. Il progetto, nelle intenzioni iniziali, avrebbe dovuto basarsi su ascolto, confronto e partecipazione tra tutte le amministrazioni coinvolte. Secondo la rappresentante di Altavilla, invece, in alcune occasioni le decisioni sarebbero apparse già orientate, lasciando agli altri Comuni un ruolo secondario.
“Non possono esistere Comuni di serie A e Comuni di serie B”, è il principio ribadito dalla sindaca, secondo cui la forza della Grande Vicenza dovrebbe fondarsi sulla pari dignità istituzionale, sull’ascolto reciproco e sul coinvolgimento di tutti i territori, indipendentemente dalle dimensioni o dal peso politico.
A far crescere il dissenso sarebbe stato soprattutto un episodio recente: la raccolta di adesioni tra i Comuni su un documento relativo a un progetto promosso in Provincia dal sindaco di Vicenza. La sindaca di Altavilla ha contestato la scelta di coinvolgere singolarmente i primi cittadini invece di convocare un confronto generale tra tutti gli amministratori interessati.
Secondo la sua posizione, un progetto definito “condiviso” dovrebbe nascere attraverso un confronto aperto attorno a un tavolo istituzionale e non attraverso contatti individuali finalizzati alla raccolta di adesioni.
La presa di posizione, precisa la sindaca, non rappresenta una contrapposizione personale né un rifiuto della collaborazione territoriale, ma una richiesta di maggiore equilibrio e trasparenza. L’obiettivo dichiarato resta quello di costruire una Grande Vicenza realmente partecipata, basata sul rispetto tra amministrazioni e non sulla prevalenza di un singolo Comune.