martedì 14 aprile 2026 Martino Montagna
A Quargnenta, frazione collinare di Brogliano, si è svolto in un clima di profondo cordoglio il funerale di Matteo Frigo, giovane di 32 anni molto conosciuto e amato in tutta la Valle dell’Agno. La chiesa parrocchiale era gremita: familiari, amici e tantissimi cittadini si sono riuniti per dargli l’ultimo saluto, insieme a rappresentanti delle istituzioni locali.
Tra le autorità presenti si sono visti il presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin e diversi sindaci del territorio, tra cui quelli di Brogliano, Valdagno, Cornedo Vicentino, Monte di Malo e Nogarole Vicentino, a testimonianza del forte legame che Matteo aveva costruito con l’intera comunità.
Matteo Frigo era conosciuto come il “sindaco onorario di Quargnenta”: un titolo simbolico che gli era stato attribuito dal sindaco Dario Tovo per il suo costante impegno nella vita sociale del paese. Nonostante le difficoltà legate alla sindrome di Down, aveva saputo trasformare la sua energia e la sua simpatia in una presenza attiva e positiva in moltissimi contesti: eventi pubblici, feste paesane, iniziative associative e momenti istituzionali.
Dai racconti riportati anche sui media locali emerge la sua figura come una persona sempre disponibile, coinvolta e appassionata: spesso partecipava a pranzi comunitari, inaugurazioni e manifestazioni, dove veniva accolto come una vera “voce” della frazione. Era particolarmente legato alle associazioni locali, agli Alpini e al Coro Amici dell’Obante, con cui condivideva la passione per il canto e la socialità.
Durante la cerimonia, è stato ricordato come Matteo avesse un rapporto speciale con il territorio: era presente a molte iniziative pubbliche e spesso veniva chiamato affettuosamente “il sindaco” per la sua capacità di sentirsi parte attiva della vita amministrativa e sociale della vallata.
La famiglia ha ringraziato anche il personale sanitario dell’ospedale di Vicenza per l’assistenza ricevuta. L’intera comunità ha infine espresso un sentimento condiviso: quello di una perdita che lascia un vuoto profondo, ma anche un’eredità di affetto, partecipazione e umanità che continuerà a vivere nel ricordo collettivo.