sabato 5 settembre 2026 Martino Montagna
Il tradizionale Pellegrinaggio al Monte Pasubio, la commemorazione dell’82° anniversario di Granezza e Monte Corno e il grande appuntamento della Festa dei Oto si intrecciano in tre giornate nel segno della memoria, della fede e della storia. Lunedì sera un fascio di luce collegherà simbolicamente l’Ossario del Pasubio a Monte Berico. Radio Vicenza, radio ufficiale degli Alpini Vicentini, è media partner delle iniziative.
C’è un filo ideale che in questi giorni unisce le montagne vicentine alla città, i luoghi della Grande Guerra al cuore religioso di Vicenza. È il filo della memoria, ma anche quello di una storia che continua a essere raccontata attraverso cerimonie, pellegrinaggi, musica, tradizioni e momenti di comunità.
Da sabato 5 a lunedì 7 settembre il territorio vicentino sarà infatti attraversato da una serie di appuntamenti che hanno come protagonisti il Monte Pasubio, Granezza, Monte Corno e Monte Berico. Un calendario particolarmente significativo anche perché il 2026 segna il centenario dell’inaugurazione del Sacrario-Ossario del Pasubio, inaugurato nel 1926 e oggi custode dei resti di migliaia di soldati.
A raccontare e accompagnare questo percorso ci sarà anche Radio Vicenza, radio ufficiale degli Alpini Vicentini e media partner delle iniziative, presente accanto alle Penne Nere per seguire gli appuntamenti e dare voce a una manifestazione che parla non soltanto agli Alpini, ma all’intera comunità vicentina.
Sabato 5 settembre, il pellegrinaggio entra nel cuore del Pasubio
Il primo appuntamento è quello con il tradizionale Pellegrinaggio al Monte Pasubio, organizzato dalla Sezione ANA di Vicenza “Monte Pasubio” e quest’anno particolarmente importante proprio per la ricorrenza dei cento anni dall’inaugurazione dell’Ossario sul Colle Bellavista.
La giornata di oggi si è alle 9.30 alla chiesetta di Santa Maria del Pasubio, dove sono previsti l’alzabandiera, gli onori ai Caduti e gli interventi delle autorità. Alle 10 celebrata la Santa Messa, accompagnata dal Coro ANA Novale. Al termine le deposizioni delle corone ai Denti Italiano e Austriaco, luoghi che conservano ancora oggi i segni più drammatici del conflitto combattuto sul Pasubio.
Domenica 6 settembre, la cerimonia all’Ossario
Il momento centrale del pellegrinaggio sarà domenica 6 settembre. Dalle 10, sul Colle Bellavista, è prevista la cerimonia all’Ossario del Pasubio, con gli onori ai Caduti, i saluti delle autorità e, alle 11, la Santa Messa.
Ad accompagnare la celebrazione sarà la Fanfara storica della Sezione ANA di Vicenza, in un contesto nel quale la musica alpina assume ancora una volta il ruolo di elemento identitario e di accompagnamento alla memoria. Llalpino.net
Il 2026 rende questa celebrazione ancora più significativa. Sono infatti trascorsi cento anni dall’inaugurazione del monumento, avvenuta il 29 agosto 1926 alla presenza del re Vittorio Emanuele III. L’imponente torre, progettata dall’architetto Ferruccio Chemello, raggiunge i 35 metri di altezza e custodisce i resti di circa 5 mila soldati italiani, in gran parte ignoti, oltre a 60 soldati austro-ungarici ignoti. Dal 1953 vi è custodita anche la salma del generale Guglielmo Pecori Giraldi.
Il centenario non è stato affidato soltanto alle cerimonie. Nel cortile di Palazzo Trissino è stata allestita la mostra “Sacrario del Pasubio 1926-2026. Memoria di un secolo”, aperta fino al 7 settembre, con fotografie e materiali che ripercorrono la storia del monumento dalla costruzione all’inaugurazione e attraverso alcuni degli episodi più significativi della sua storia. CCittà di Vicenza
Granezza e Monte Corno: 82 anni dopo,
La domenica vicentina della memoria non si fermerà al Pasubio. Il 6 settembre sarà infatti anche la giornata della commemorazione dell’82° anniversario della Battaglia di Granezza, dedicata ai Caduti di tutte le guerre e della Resistenza nell’Alto Vicentino.
Il programma partirà alle 9.30 a Monte Corno, nel territorio di Lusiana Conco, con gli onori al monumento al “Caduto Ignoto per la Libertà”. Alle 10, a Bocchetta Granezza, nel territorio di Lugo di Vicenza, sarà reso omaggio al cippo dedicato ai Caduti della SPEER.
Alle 10.30, infine, il momento principale a Granezza, nel territorio di Asiago: presso il Sacello votivo si terranno gli onori ai Caduti, il discorso commemorativo e la Santa Messa. La cerimonia sarà accompagnata dalla Banda Galliano “La 33” di Lugo di Vicenza e dal Coro Monte Pasubio di Schio. CComune di Lugo+1
La commemorazione ricorda i caduti durante il rastrellamento e, più in generale, i circa 250 Caduti della zona, compresi quelli della Divisione Alpina “Monte Ortigara”, delle formazioni partigiane, del Corpo Italiano di Liberazione e delle persone deportate o internate nei campi di prigionia. Aanpibassano.it
Sono luoghi diversi, vicende diverse, ma un medesimo sentimento: quello di non lasciare che la storia diventi soltanto una pagina di archivio.
Lunedì 7 settembre, la luce del Pasubio arriva a Monte Berico
Il calendario si sposta quindi in città, dove lunedì 7 settembre entra nel vivo la Festa dei Oto, la tradizionale festa patronale di Vicenza dedicata alla Madonna di Monte Berico.
Alle 18, dal Museo Diocesano di piazza Duomo, partirà il XIV Trasporto del Gioiello di Vicenza, uno degli appuntamenti più suggestivi della festa. Il prezioso ex voto, raffigurante la città storica, attraverserà il centro cittadino per raggiungere il Santuario di Monte Berico. Il percorso passerà da corso Palladio, contrà del Monte, piazza dei Signori e il Santuario di San Vincenzo, dove il Gioiello riceverà la benedizione, per poi proseguire attraverso ponte San Michele, contrà Santa Caterina, l’Arco delle Scalette e la salita verso Monte Berico.
Un momento particolarmente spettacolare sarà quello affidato ai Vigili del Fuoco di Vicenza, che anche quest’anno deporranno una corona di fiori sulla Torre Bissara con un’operazione acrobatica. L’iniziativa, realizzata con personale SAF e autoscala, assume quest’anno anche un significato particolare perché protagonista della deposizione sarà il capo reparto Fabio Canton, prossimo alla quiescenza, in quello che viene presentato come un saluto alla città al termine della carriera.
Ma sarà alle 21.30 circa che il legame tra montagna e città assumerà la forma più spettacolare.
Dal Sacrario-Ossario del Pasubio verrà accesa una potente fotoelettrica, destinata a proiettare un fascio di luce verso la parete sud del massiccio. Da piazzale della Vittoria a Monte Berico sarà possibile osservare la luce, creando così un collegamento simbolico tra due dei luoghi più identitari del territorio vicentino.
L’iniziativa, della durata di circa cinque minuti, nasce nell’ambito delle celebrazioni per i 600 anni dell’apparizione della Madonna di Monte Berico e per il centenario dell’Ossario del Pasubio. Il fascio luminoso richiama inoltre i sistemi di illuminazione utilizzati durante i combattimenti notturni della Prima guerra mondiale. L’accensione resta naturalmente legata alle condizioni meteorologiche. FFestivalIndex
Il significato del gesto va però oltre lo spettacolo. Il collegamento tra Monte Berico e Pasubio affonda infatti le proprie radici nella storia religiosa e militare del territorio. Durante la Prima guerra mondiale, nel 1917, il vescovo di Vicenza monsignor Ferdinando Rodolfi inviò una statua della Madonna ai soldati impegnati sul fronte del Pasubio; nel 1926 una nuova statua della Madonna venne collocata all’interno dell’Ossario. La luce del 7 settembre diventa così un segno capace di attraversare un secolo di storia.
Ad accompagnare l’attesa sarà anche la fiaccolata organizzata da Camposilvano e dalla Fondazione 3 Novembre, in occasione del centenario del Sacrario, con il percorso verso l’Ossario.
Una storia che dal Pasubio arriva alla città
Il programma di questi giorni restituisce quindi un’immagine particolare del territorio vicentino: una comunità che attraverso le proprie cerimonie torna nei luoghi della storia e li mette in relazione con la città contemporanea.
Dal pellegrinaggio degli Alpini alla commemorazione di Granezza, dalle note delle fanfare e dei cori alla processione del Gioiello, fino al fascio di luce che nella notte unirà idealmente il Pasubio a Monte Berico, il filo conduttore rimane quello della memoria.
E proprio in questo percorso si inserisce la presenza di Radio Vicenza, radio ufficiale degli Alpini Vicentini e media partner delle iniziative, chiamata ad accompagnare e raccontare gli appuntamenti di un calendario nel quale la memoria non è soltanto celebrazione del passato, ma diventa occasione di incontro, partecipazione e riflessione per il presente.
Un lungo weekend, dunque, nel quale il Vicentino torna a guardare alle proprie radici. E quando lunedì sera il fascio di luce si accenderà sul Pasubio e sarà visibile da Monte Berico, sarà la stessa storia, idealmente, a tornare a illuminare la città.