Spettacoli e Cultura

Recoaro Terme piange Tiberio Bicego, la voce della montagna

venerdì 9 ottobre 2026 Martino Montagna

Aveva 88 anni. Cantautore, poeta e attore, ha guidato per vent’anni il coro Aqua Ciara, contribuendo a custodire e diffondere il patrimonio musicale e culturale delle vallate vicentine. Domani, sabato 10 ottobre, l’ultimo saluto.

Recoaro Terme perde una delle figure che hanno contribuito a mantenere viva la memoria culturale e musicale del territorio. Tiberio Bicego è morto all’età di 88 anni, lasciando un’eredità legata alla musica popolare, alla poesia e alla valorizzazione delle tradizioni della montagna. Cantautore, poeta e attore, ha dedicato una parte importante della propria vita alla cultura, trovando nel canto corale uno degli strumenti più autentici per raccontare l’identità di una comunità e tramandarne la storia.

Il suo nome è legato soprattutto al coro Aqua Ciara, formazione nata a Recoaro Terme nel 1975 nell’ambito delle attività del CRAL aziendale delle Terme. Bicego ne è stato direttore per vent’anni, accompagnando il gruppo nei primi decenni della sua attività e contribuendo a costruirne l’identità musicale. Un lavoro che non si è limitato alla direzione dei cantori, ma ha compreso anche l’elaborazione e l’armonizzazione di diversi brani, con l’obiettivo di conservare melodie e parole appartenenti alla tradizione popolare.

Vent’anni alla guida dell’Aqua Ciara

La storia di Tiberio Bicego si intreccia profondamente con quella dell’Aqua Ciara, nato dall’iniziativa di un gruppo di amici accomunati dalla passione per il canto e dall’attaccamento alla propria terra. Il nome stesso della formazione richiama le acque di Recoaro e il paesaggio montano che caratterizza la cosiddetta Conca di Smeraldo, ai piedi delle Piccole Dolomiti.

Durante la direzione di Bicego, il coro ha consolidato il proprio percorso artistico, dedicandosi ai canti popolari e alle melodie legate alla vita delle comunità di montagna. Un repertorio nel quale trovano spazio la quotidianità delle persone, il rapporto con la natura, il lavoro, gli affetti e le vicende di generazioni cresciute in un ambiente nel quale la trasmissione orale ha rappresentato per lungo tempo uno strumento fondamentale di conservazione della memoria.

Il contributo del maestro recoarese si è espresso anche nella capacità di dare nuova forma musicale a composizioni della tradizione, rendendole adatte al canto corale senza disperderne il carattere originario. Un lavoro prezioso, perché dietro ogni melodia popolare si nascondono spesso parole, espressioni e frammenti di storia che rischiano di scomparire quando vengono meno le persone capaci di ricordarli e tramandarli.

Nel 1996 la direzione del coro passò a Franco Zini. Da quel momento l’Aqua Ciara proseguì il proprio cammino ampliando il repertorio e continuando a dedicare particolare attenzione alla ricerca storica e filologica dei canti, alla riscoperta delle musiche locali e alla loro valorizzazione.

Dalle vallate vicentine ai palcoscenici internazionali

L’attività dell’Aqua Ciara ha permesso alla cultura musicale recoarese di superare i confini del territorio. Nel corso degli anni, la formazione ha partecipato a rassegne e concerti in numerose località italiane e all’estero, portando il repertorio popolare di montagna davanti a pubblici diversi.

Tra le tappe più significative figura la tournée in Australia del 1983, quando il coro fu invitato al Festival internazionale delle arti di Melbourne. Un’esperienza che testimonia la dimensione raggiunta dal gruppo e la possibilità, attraverso la musica, di far conoscere tradizioni nate in una realtà geografica circoscritta anche a migliaia di chilometri di distanza.

Le esibizioni in Austria, Germania, Svizzera, Ungheria e negli allora territori della Jugoslavia hanno ulteriormente allargato l’orizzonte dell’attività corale. In queste occasioni, i canti legati alla montagna vicentina sono diventati uno strumento di incontro tra culture, dimostrando come le espressioni musicali locali possano parlare anche a chi proviene da contesti differenti.

Accanto ai concerti, il percorso dell’Aqua Ciara è stato documentato da diverse pubblicazioni discografiche, che hanno contribuito a conservare e rendere accessibile il repertorio della formazione. Tra i titoli figurano Senti cantare? Fermati!, pubblicato nel 1980, …torno torno la fontana…, del 1985, Angualaite, del 1990, Tra uomini e montagne, del 2004, e Lungo il sentiero, del 2014.

Un patrimonio che racconta non soltanto la storia di un coro, ma anche la continuità di un progetto culturale fondato sulla ricerca, sulla passione e sulla volontà di non lasciare disperdere le voci del passato.

La musica come memoria di una comunità

La figura di Bicego si colloca in una tradizione culturale nella quale il canto popolare svolge una funzione che va oltre l'esibizione artistica. Le canzoni di montagna custodiscono infatti immagini di vita quotidiana, sentimenti, racconti di lavoro e di viaggio, legami familiari e modi di esprimersi che appartengono alla storia delle comunità.

Recoaro Terme, con la sua posizione nell’Alta Valle dell’Agno e il paesaggio delle Piccole Dolomiti, conserva un rapporto profondo con queste tradizioni. Qui il patrimonio culturale si è sviluppato attraverso consuetudini, racconti, musica e forme di socialità che hanno accompagnato la vita delle generazioni. In questo contesto, il lavoro svolto da Bicego con l’Aqua Ciara ha rappresentato un contributo alla conservazione e alla diffusione di un’identità locale riconoscibile.

La sua attività artistica, che comprendeva anche la scrittura di canzoni, la poesia e il teatro, testimonia inoltre una sensibilità espressiva che trovava nella parola e nella musica due linguaggi complementari. La capacità di raccontare emozioni e storie attraverso forme artistiche differenti si inserisce nel percorso di una vita dedicata alla cultura, con un legame particolare con il territorio d’origine.

Anche alcune composizioni presenti nelle registrazioni dell’Aqua Ciara portano la sua firma. Nel DVD dal vivo Un angolo nascosto di paradiso, pubblicato nel 2011, figurano infatti brani attribuiti a Tiberio Bicego, tra cui Ho fatto un sogno, Le putele de la filanda, La morra e La stela. Titoli che documentano concretamente il suo apporto creativo al repertorio del coro.

L’ultimo saluto

La scomparsa di Tiberio Bicego lascia un vuoto nel panorama culturale recoarese e richiama l’attenzione sul valore di quanti, attraverso un impegno spesso lontano dai riflettori, contribuiscono a preservare la memoria di una comunità.

Il suo percorso rimane legato alla storia dell’Aqua Ciara, alle esperienze condivise con i cantori e alla diffusione dei canti popolari oltre i confini locali. Un impegno che ha contribuito a mantenere vivo un patrimonio fatto di melodie, parole e storie, espressione di una cultura radicata nella montagna vicentina.

Domani, sabato 10 ottobre, Recoaro Terme gli rivolgerà l’ultimo saluto. Resta il ricordo di un uomo che ha dedicato una parte importante della propria vita all’espressione artistica e alla valorizzazione delle tradizioni, lasciando nelle canzoni e nel cammino del coro una testimonianza del legame profondo tra musica, memoria e identità del territorio.

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