martedì 30 giugno 2026 Martino Montagna
Il progetto di fusione tra Viambiente e Agno Chiampo Ambiente segna un passaggio decisivo per il sistema del ciclo integrato dei rifiuti nella provincia, con l’obiettivo di creare un gestore unico pubblico al servizio di circa 500mila abitanti e 72 Comuni.
L’operazione prevede il deposito formale del progetto di fusione e la definizione del rapporto di concambio tra le due società. Ai soci di ACA (Agno Chiampo Ambiente) sarà riconosciuto il 14,5% delle quote della nuova società. Il modello resta fortemente pubblico e strutturato in modo da garantire equilibrio nella governance: non basterà la maggioranza delle quote per decidere, ma sarà necessaria anche la maggioranza degli abitanti serviti, così da dare un peso reale a tutti i territori coinvolti.
Uno degli elementi centrali è che si allontana l’ipotesi di una gara europea per l’affidamento del servizio, che avrebbe potenzialmente aperto alla privatizzazione. Con la fusione, invece, si rafforza la prospettiva di un affidamento “in house” da parte del Consiglio di Bacino Vicenza, mantenendo il controllo pubblico del servizio.
Dimensioni industriali e risultati ambientali
La nuova realtà sarà un soggetto di grande scala: oltre 70 milioni di euro di fatturato, circa 400 dipendenti, 65 ecocentri e 300 mezzi per la raccolta. Il servizio coprirà 72 Comuni.
Dal punto di vista ambientale ed economico, il sistema è già molto performante: la raccolta differenziata raggiunge l’80%, sopra la media regionale, mentre le tariffe sono tra le più basse del Veneto, con meno di 120 euro per abitante nel 2026, contro una media regionale superiore ai 180 euro nel 2024.
Strategia: economia circolare e “giusta dimensione”
La fusione non è solo industriale ma anche strategica: punta a rafforzare la capacità di investimento, migliorare l’efficienza e affrontare sfide strutturali come la carenza di personale operativo legata al calo demografico. La nuova scala dimensionale dovrebbe favorire automazione, innovazione e attrazione di competenze qualificate, rafforzando il modello di economia circolare.
Governance equilibrata tra grandi e piccoli Comuni
La struttura di governo è stata progettata per garantire rappresentanza bilanciata:
Due comitati distinti: uno dei Comuni che rappresentano circa il 70% della popolazione e uno dei Comuni più piccoli
Il CdA sarà composto da cinque membri: tre nominati dai Comuni maggiori e due dai Comuni minori
Anche il Collegio sindacale sarà bilanciato, con la presidenza ai Comuni minori
Possibile separazione tra Presidente e consigliere delegato per garantire rappresentanza anche ai futuri ingressi
È inoltre previsto un aumento di capitale per permettere l’ingresso progressivo di altri Comuni del bacino.
Tutela dei territori e poteri di controllo
Per salvaguardare le specificità locali, restano forme di codecisione su scelte strategiche:
I Comuni ex AVA manterranno voce su termovalorizzatore e grandi investimenti
I Comuni ex ACA e Soraris potranno incidere sul modello di raccolta
Aggiornata la penale sul controllo analogo, ora allineata a quella di Viacqua
Iter e tempistiche
Il processo decisionale passa ora ai 72 Consigli comunali, che da settembre saranno chiamati a esprimersi e a dare mandato ai sindaci. Le decisioni saranno supportate dalla relazione di un esperto nominato dal Tribunale sul valore del concambio e da una consultazione con i segretari comunali.
L’obiettivo è arrivare alla firma dell’atto di fusione entro gennaio 2027.
Il quadro politico-amministrativo
L’operazione si inserisce in un contesto in cui le concessioni attuali scadranno nel 2029, rendendo necessario un nuovo assetto. L’unione tra le società nasce anche per rispondere alle direttive europee e rafforzare un soggetto pubblico in grado di affrontare eventuali gare future senza perdere il controllo locale.
Come evidenziato dai presidenti delle due società, l’obiettivo è costruire un gestore unico più forte, capace di garantire efficienza, stabilità e investimenti, mantenendo il servizio pubblico al centro e rafforzando il legame con i territori e le comunità locali.