Spettacoli e Cultura

Schio in 120 anni di scatti: la città si racconta allo Spazio Shed

sabato 24 ottobre 2026 Martino Montagna

Dagli archivi storici alle fotografie con il drone, una mostra ripercorre le trasformazioni urbane e sociali di Schio attraverso oltre un secolo di immagini. Inaugurazione il 7 novembre, con ingresso libero e tre serate di approfondimento.

Oltre 120 anni di storia, trasformazioni e memoria racchiusi in un unico percorso fotografico. È questo il cuore della mostra “La Città di Schio in 120 anni di fotografia”, che sarà inaugurata sabato 7 novembre alle 17.30 allo Spazio Shed di via Pasubio, nell'ambito di Schio Cultura 2026. L'esposizione, promossa dal Circolo Fotografico Scledense, resterà aperta fino al 28 novembre e offrirà al pubblico un viaggio attraverso le immagini che hanno documentato l'evoluzione della città, dagli inizi del Novecento fino ai giorni nostri.

Dalle scalinate acciottolate e dai campanili di un tempo alle fabbriche dell'epoca industriale, dalle architetture di Antonio Caregaro Negrin ai cambiamenti urbanistici degli anni Cinquanta e Sessanta, fino alle piazze contemporanee riprese dall'alto con il drone: le fotografie restituiscono il volto di una Schio in continua trasformazione, mostrando come siano cambiati gli spazi pubblici, il paesaggio e la vita della comunità.

La particolarità della rassegna è proprio la riunione, per la prima volta, di materiali d'archivio, opere di singoli fotografi e ricerche collettive che finora erano stati presentati soprattutto attraverso mostre e iniziative separate. Un progetto che nasce dal lungo lavoro di ricerca e documentazione portato avanti dal Circolo Fotografico Scledense fin dalla sua fondazione, nel 1973, e che trova nell'esposizione una sintesi della memoria visiva del territorio.

Negli anni Settanta e Ottanta, fotografi come Carlo Dalla Costa e Lina Cervo hanno documentato il centro storico, mentre Dino Sassi, tra i più conosciuti fotografi scledensi, ha contribuito a raccontare la città anche attraverso il volume Schio, pubblicato nel 2002. Accanto ai lavori individuali, il Circolo ha promosso importanti campagne di documentazione: dal censimento dei manufatti di archeologia industriale dell'Alto Vicentino, realizzato nel 1997, alla ricognizione su ambiente, architetture e contrade del 2004-2005, fino all'inventario del 2022 dedicato alle opere e ai giardini progettati da Caregaro Negrin nella provincia di Vicenza.

Un ruolo importante è svolto anche dall'Archivio Marzari, custodito da alcuni anni dal Circolo, che conserva centinaia di fotografie di Schio realizzate tra l'inizio del Novecento e gli anni Cinquanta. Un patrimonio prezioso, arricchito dalle immagini di autori come Federico Vender e Aldo Grotto, già protagonisti della rassegna Schio-Fotomemoria del 2004.

La mostra si articola in due sezioni. La prima, di carattere storico, propone una selezione di immagini provenienti dagli archivi del Comune di Schio, del Circolo Fotografico Scledense e di Giancarlo Torresani. Il percorso è suddiviso in dieci tappe cronologiche che attraversano le diverse stagioni della fotografia locale: dall'Archivio Marzari agli scatti di Aldo Grotto, dalle immagini di Alfonso Amendola, realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta, ai lavori di Carlo Dalla Costa, Lina Cervo e Giuseppe Stella, fino alle fotografie di Dino Sassi e alle indagini collettive più recenti.

La seconda sezione è invece dedicata alla Schio contemporanea e raccoglie tredici monografie fotografiche firmate dai soci del Circolo. Sei progetti collettivi esplorano diversi aspetti della città, dalla ricerca estetica alle aree verdi, dai panorami del territorio ai luoghi della cultura, passando per i murales e Piazza Falcone e Borsellino.

Sette sono invece i lavori individuali, che propongono sguardi e sensibilità differenti: Santa Bakhita libera gli oppressi di Giuliana Conchi, La Porta della Luce di Paolo Tomiello e Contrappunti architettonici di Renzo Priante. Andrea Garbin firma Le piazze viste dall'alto, realizzato con il drone, mentre Giuseppe Santamaria presenta Il Lanificio Rossi e L'Omo. Completa la sezione Opere di Misericordia di Arduino Garbin, dedicato alle vetrate della chiesa della Santissima Trinità.

L'iniziativa rappresenta anche un'occasione per riflettere sul rapporto tra la città e la propria identità. Come sottolinea l'assessore alla Cultura Marco Gianesini, la selezione fotografica permette di osservare da vicino le trasformazioni urbanistiche e sociali dell'ultimo secolo, offrendo alla comunità la possibilità di comprendere da dove viene Schio e come siano mutati i suoi luoghi nel tempo. L'assessore ha inoltre evidenziato il valore del lavoro svolto dal Circolo nella conservazione della memoria locale, ricordando il sostegno del Comune attraverso il Bando Cultura, finalizzato a valorizzare le associazioni e le iniziative culturali cittadine.

Ad accompagnare l'esposizione saranno anche tre serate di approfondimento con proiezioni di audiovisivi dedicati alla storia e alla vita di Schio. Gli appuntamenti, in programma allo Spazio Shed alle 20.30 di venerdì 13, 20 e 27 novembre, affronteranno temi come il paesaggio industriale, gli eventi cittadini, gli artisti scledensi, il Carnevale e le contrade.

La mostra sarà visitabile con ingresso libero il sabato e la domenica, dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30, fino al 28 novembre. Per informazioni è possibile consultare il sito www.circolofotografico.it.

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