sabato 17 ottobre 2026 Martino Montagna
Un incontro nel segno della memoria storica e del dialogo, capace di unire simbolicamente due dinastie che durante la Prima guerra mondiale si trovarono su fronti opposti. Venerdì 16 ottobre, Palazzo Garbin, sede del Municipio di Schio, ha ospitato per la prima volta l’incontro tra Emanuele Filiberto di Savoia, nipote dell’ultimo Re d’Italia Umberto II, e Markus Emanuel Salvator d’Asburgo-Lorena, arciduca d’Austria e principe di Toscana, pronipote dell’imperatore Francesco Giuseppe e dell’imperatrice Elisabetta, nota come Sissi.
Ad accogliere i due discendenti, intorno alle 17, sono stati il sindaco Cristina Marigo e l’assessore alla Cultura Marco Gianesini, insieme al presidente dell’associazione Forte Maso, Marco Brunello, e a Lamberto Rosa, rappresentante della stessa associazione. Per Emanuele Filiberto si è trattato della prima visita a Schio, mentre l’arciduca Markus aveva già avuto occasione di visitare la città. L’appuntamento ha assunto un significato particolare proprio per il primo incontro tra i rappresentanti delle due Case, trasformando il ricordo delle antiche contrapposizioni in un’occasione di confronto.
La visita in Municipio ha preceduto l’incontro pubblico delle 18 nella Sala Calendoli del Teatro Civico, dove Emanuele Filiberto di Savoia ha presentato il volume La Regina di Maggio – Gli ultimi giorni della Corona e i ricordi sulla fine della Monarchia, dialogando con l’assessore Marco Gianesini. Attraverso i ricordi della nonna, la regina Maria José, l’autore ha ripercorso le vicende che accompagnarono la fine della monarchia italiana, intrecciando gli avvenimenti storici con la memoria personale e familiare.
La presentazione rientra nel progetto culturale “Forte Maso 2026 – Le nuove generazioni a confronto”, promosso dall’associazione Forte Maso con una serie di iniziative in programma nel fine settimana in Veneto. Il percorso punta a riunire, a oltre un secolo dalla Grande Guerra, i discendenti delle Case Savoia e Asburgo-Lorena e delle figure militari che combatterono su fronti contrapposti sul Pasubio.
L’obiettivo non è celebrare le dinastie né rimettere in discussione le responsabilità storiche, ma promuovere una riflessione sul valore della memoria e sulla possibilità di superare le divisioni del passato attraverso la conoscenza e il dialogo.
«Vedere riuniti i discendenti di due dinastie che oltre un secolo fa si trovavano su fronti contrapposti trasmette un messaggio importante, soprattutto alle nuove generazioni: conoscere il passato non vuol dire ereditarne le contrapposizioni, ma comprenderlo per costruire un futuro fondato sul rispetto reciproco e sulla pace», ha commentato il sindaco Cristina Marigo, ringraziando l’associazione Forte Maso per aver scelto Schio come sede di questo incontro.
Un appuntamento che lega così la storia europea al territorio vicentino, affidando alle nuove generazioni il compito di custodire la memoria della Grande Guerra senza perpetuarne le divisioni.