venerdì 19 giugno 2026 Martino Montagna
I Carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Vicenza, hanno concluso una complessa indagine che ha permesso di disarticolare un gruppo criminale specializzato in furti ai danni del settore orafo, colpendo in modo rilevante anche il territorio vicentino.
L’attività investigativa ha portato a individuare tre cittadini albanesi, di 37, 40 e 44 anni, già deferiti in stato di libertà, ritenuti responsabili in concorso di numerosi furti consumati e tentati tra novembre 2025 e febbraio 2026. Le azioni criminali hanno interessato diverse province del Centro-Nord Italia, tra cui Vicenza, Verona, Arezzo e Macerata, con particolare attenzione agli obiettivi del distretto orafo.
Il quadro investigativo si è consolidato a partire da un’operazione del 26 febbraio 2026, quando i Carabinieri avevano eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nell’area dell’hinterland milanese. Durante le perquisizioni, in un garage usato come base logistica a Trezzano sul Naviglio, erano stati trovati elementi decisivi: una pistola semiautomatica rubata, circa 53.000 euro in contanti, gioielli, orologi di lusso e targhe clonate. Questo materiale aveva portato all’arresto in flagranza dei tre soggetti, poi trasferiti nel carcere di Milano San Vittore.
Le successive verifiche sulla refurtiva hanno consentito di attribuire alla banda almeno dieci episodi criminosi. Particolarmente colpito il territorio del Vicentino, con furti e tentativi di intrusione tra Romano d’Ezzelino, Quinto Vicentino e Camisano Vicentino, dove sono stati sottratti preziosi e denaro contante, oltre a un episodio rimasto tentato. Altri colpi erano stati messi a segno anche nel Veronese e nelle Marche.
Le indagini hanno evidenziato un modus operandi strutturato: spostamenti continui tra regioni diverse, utilizzo di auto di grossa cilindrata intestate a prestanome e targhe clonate, realizzate per eludere i sistemi di videosorveglianza e i controlli stradali.
L’operazione ha permesso non solo di ricostruire l’intera rete criminale, ma anche di recuperare refurtiva per un valore complessivo superiore ai 500 mila euro, già restituita alle aziende colpite. Un risultato significativo per il comparto orafo e per il territorio vicentino, duramente interessato da una serie di furti mirati.