mercoledì 30 settembre 2026 Martino Montagna
Dal 1° ottobre 2026 al 30 aprile 2027 tornano in vigore nel Vicentino le misure per contrastare l’inquinamento atmosferico e ridurre le concentrazioni di PM10. Il pacchetto, previsto dal Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera, introduce limitazioni su traffico, riscaldamento, utilizzo delle biomasse e abbruciamenti, con regole che cambiano in base ai livelli di allerta verde, arancio e rosso.
La principale novità riguarda il rinvio del blocco strutturale dei veicoli diesel Euro 5, inizialmente previsto per questa stagione e ora posticipato al 1° ottobre 2027. Gli Euro 5 diesel continueranno tuttavia a essere soggetti alle limitazioni nei giorni di allerta arancio e rossa nei Comuni con più di 30 mila abitanti e in quelli appartenenti all’Agglomerato di Vicenza.
Al posto del blocco strutturale, per il 2026-2027 la Regione Veneto ha introdotto alcune misure compensative temporanee. Tra queste c’è l’estensione di un’ora delle fasce di limitazione del traffico: nei Comuni interessati si passa dalle 8.30-18.30 alle 8.30-19.30.
Nei Comuni sopra i 30 mila abitanti e in quelli dell’Agglomerato di Vicenza, in livello verde saranno interessati dal divieto i veicoli a benzina, metano e bifuel fino a Euro 1, i diesel fino a Euro 4 e i ciclomotori e motocicli Euro 0. Con allerta arancione o rossa, le restrizioni salgono fino ai veicoli a benzina, metano e bifuel Euro 2, ai diesel Euro 5 e ai ciclomotori e motocicli Euro 1.
Nei Comuni tra 10 mila e 30 mila abitanti, invece, in livello verde le limitazioni riguarderanno dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 19.30, le auto a benzina fino a Euro 1, i diesel fino a Euro 2 e i ciclomotori Euro 0. In caso di allerta arancio o rossa le restrizioni saranno applicate tutti i giorni.
Sono previste esenzioni per diverse categorie di veicoli, tra cui mezzi elettrici, trasporto pubblico, mezzi di soccorso e veicoli destinati al trasporto di persone con disabilità o sottoposte a terapie indispensabili. Per i Comuni sopra i 30 mila abitanti e per quelli dell’agglomerato è inoltre prevista una domenica ecologica al mese tra ottobre e aprile.
Stretta anche sul riscaldamento
Le nuove regole intervengono anche sugli impianti termici. La temperatura massima media negli edifici interessati viene fissata a 19 gradi in livello verde e a 18 gradi durante le allerte arancio e rosse, mentre per gli edifici industriali e artigianali classificati E8 il limite è di 17 gradi, salvo le eccezioni previste dalla normativa.
Per gli impianti alimentati a combustibili fossili e biomassa negli edifici pubblici e nelle strutture commerciali e di servizio, il periodo di funzionamento viene ridotto: l'accensione è prevista dal 1° novembre 2026 al 12 aprile 2027, con esclusione dei Comuni montani in zona climatica F e delle altre situazioni previste dalla legge.
Resta inoltre l'obbligo per negozi, pubblici esercizi ed edifici aperti al pubblico di evitare di mantenere le porte costantemente aperte verso l'esterno quando il riscaldamento è acceso, salvo l'utilizzo di sistemi equivalenti dal punto di vista energetico.
Biomasse, fuochi e abbruciamenti
Dal 1° ottobre diventano più severe anche le prescrizioni sui generatori a biomassa legnosa, con requisiti ambientali più stringenti e limiti per le nuove installazioni, soprattutto per quanto riguarda le emissioni di polveri. Per gli impianti fino a 35 kW resta obbligatorio l'utilizzo di pellet certificato.
Una delle misure compensative riguarda i Comuni con più di 100 mila abitanti, tra cui Vicenza: durante le allerte arancio e rossa sarà vietato utilizzare anche gli impianti a biomassa classificati 5 stelle, salvo che rappresentino l'unico sistema di riscaldamento dell'abitazione.
Dal 1° ottobre al 30 aprile sarà inoltre vietato l'abbruciamento di residui agricoli e forestali, fatte salve le deroghe previste per alcune aree montane e per gli interventi di lotta fitosanitaria obbligatoria.
Anche falò tradizionali e fuochi d'artificio saranno sottoposti a specifiche regole. I Comuni potranno autorizzare complessivamente non più di due eventi nel periodo, nell'ambito delle manifestazioni tradizionali e nel rispetto della normativa vigente. Le restrizioni sui barbecue riguarderanno invece, nei giorni di allerta arancio e rossa, quelli alimentati a combustibile solido collegati ad attività di ristorazione o rosticceria; restano esclusi i barbecue dei privati e quelli alimentati a gas.
Il monitoraggio della Provincia
La Provincia di Vicenza manterrà il ruolo di coordinamento tra Comuni, ARPAV e gli altri enti coinvolti. Il Tavolo Tecnico Zonale seguirà l'applicazione delle ordinanze e entro il 31 ottobre dovrà essere inviato alla Regione il primo report sulle misure adottate per la stagione 2026-2027.
Nel Vicentino le disposizioni più stringenti interessano i 25 Comuni sopra i 30 mila abitanti o appartenenti all'Agglomerato di Vicenza, mentre sono 11 i Comuni compresi nella fascia tra 10 mila e 30 mila abitanti.
L'obiettivo dichiarato delle misure è contenere le emissioni e affrontare in modo coordinato il problema delle polveri sottili, che non si ferma ai confini dei singoli Comuni.