giovedì 8 ottobre 2026 Martino Montagna
È di nuovo scontro tra il Comune di Vicenza e Rfi sul futuro della linea ferroviaria in uscita a est della città. Al centro della disputa c’è lo scavalco di Settecà, soluzione progettuale che Rfi intende portare avanti e che l’amministrazione comunale considera invece fortemente impattante sul territorio.
A riaccendere il confronto è la lettera trasmessa al Comune dal commissario straordinario per i progetti della linea Vicenza-Padova. Secondo Palazzo Trissino, la comunicazione non risponde alla richiesta avanzata lo scorso 30 giugno: verificare concretamente la possibilità di realizzare la cosiddetta “Opzione Zero”, evitando il raddoppio dei binari nel tratto ferroviario in uscita a est e, di conseguenza, anche lo scavalco di Settecà.
Rfi, nella propria comunicazione, indica invece chiaramente la direzione progettuale: procedere con lo sviluppo del progetto definitivo dell’uscita est di Vicenza attraverso la “soluzione 1”, destinata a entrare nell’iter autorizzativo.
Una prospettiva che il sindaco Giacomo Possamai respinge con decisione. Per il primo cittadino, la risposta di Rfi è soltanto parziale e soprattutto non affronta il nodo considerato prioritario dall’amministrazione: capire se esista davvero la possibilità di evitare il raddoppio ferroviario e quindi ridurre l’impatto dell’intervento sulla città.
Possamai ribadisce così la contrarietà allo scavalco di Settecà, definendolo una soluzione non accettabile in un contesto urbano. Il Comune, fa sapere il sindaco, è invece disponibile a discutere altre ipotesi, tra cui lo spostamento dello scavalco o addirittura l’interramento della linea.
La partita, però, secondo l’amministrazione, non sarebbe ancora chiusa. Possamai sottolinea infatti che l’opera non risulta al momento finanziata e che, proprio per questo, ci sarebbe ancora margine per modificare l’impostazione progettuale.
Il sindaco chiede quindi che si torni al confronto e che sulla questione si mobiliti l'intera politica, senza distinzione di schieramento. L'obiettivo è coinvolgere Governo e parlamentari e arrivare a una posizione condivisa a difesa della città.
Il timore di Palazzo Trissino è che la parte est di Vicenza possa ritrovarsi a vivere gli stessi pesanti disagi già sperimentati nella zona ovest a causa dei cantieri ferroviari. Da qui la richiesta di evitare una nuova trasformazione urbanistica considerata troppo invasiva.
La linea del Comune, dunque, resta netta: nessun via libera allo scavalco di Settecà e richiesta di una risposta precisa sull’Opzione Zero. Se Rfi dovesse comunque procedere sulla soluzione indicata, Possamai annuncia che l’amministrazione è pronta a esprimere un parere negativo e a far valere la propria opposizione «in tutte le sedi competenti».