Cronaca

Terra dei veleni in Valchiampo: la GdF di Arzignano scopre discarica abusiva

lunedì 15 giugno 2026 Martino Montagna

Un’area industriale trasformata in una discarica illegale di rifiuti speciali, anche pericolosi, estesa su circa 2.000 metri quadrati e contenente oltre 30 tonnellate di materiali abbandonati. È quanto hanno scoperto nei giorni scorsi i militari della Guardia di Finanza di Arzignano, al termine di un’operazione ambientale condotta con il supporto tecnico di ARPA Veneto.

L’intera zona è stata posta sotto sequestro preventivo, mentre il legale rappresentante dell’azienda coinvolta è stato denunciato alla Procura della Repubblica per gestione illecita e abbandono di rifiuti.

Il blitz e la scoperta dall’alto

L’operazione è scattata nell’ambito dei controlli mirati contro i reati ambientali e il traffico illecito di rifiuti. Fondamentale si è rivelato l’impiego di attività di monitoraggio e sopralluoghi incrociati tra terra e rilievi dall’alto, che hanno permesso di individuare un’area apparentemente in stato di abbandono ma in realtà utilizzata come deposito incontrollato.

All’interno del sito, secondo quanto accertato dagli investigatori, erano stati accumulati rifiuti di varia natura: scarti industriali, materiali di lavorazione, componenti dismessi e rifiuti classificabili come speciali pericolosi, alcuni dei quali potenzialmente dannosi per l’ambiente e la salute pubblica.

Un’area industriale trasformata in discarica abusiva

La superficie interessata, di circa 2.000 metri quadrati, si trovava in un contesto industriale dell’area di Arzignano, zona già nota per l’elevata concentrazione di attività produttive. Proprio la presenza di capannoni e spazi privati avrebbe facilitato, secondo gli inquirenti, l’occultamento progressivo dei rifiuti.

Il quantitativo complessivo stimato supera le 30 tonnellate, un volume che ha reso necessario l’intervento immediato delle autorità ambientali per evitare ulteriori rischi di contaminazione del suolo.

ARPA Veneto in supporto alle indagini

ARPA Veneto ha affiancato la Guardia di Finanza nelle verifiche tecniche, contribuendo alla classificazione preliminare dei materiali rinvenuti e alla valutazione del potenziale impatto ambientale.

Le analisi hanno confermato la presenza di rifiuti speciali non gestiti secondo le normative vigenti, con possibili profili di pericolosità ambientale in caso di dispersione o degrado nel terreno.

Le accuse: gestione illecita e abbandono di rifiuti

Il legale rappresentante dell’azienda è stato denunciato per violazioni in materia ambientale, in particolare per gestione non autorizzata e abbandono di rifiuti. Le indagini dovranno ora chiarire la durata delle attività illecite, l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti e la provenienza dei materiali stoccati.

Non si esclude che l’area possa essere stata utilizzata per smaltimenti irregolari nel corso di un periodo prolungato.

Un fenomeno sempre più diffuso

Il caso si inserisce in un contesto più ampio di controlli intensificati contro le discariche abusive nel Nord Italia, dove le forze dell’ordine e gli enti ambientali segnalano una crescente pressione del fenomeno legato ai reati ambientali e allo smaltimento illecito dei rifiuti industriali.

Le autorità ricordano come tali condotte non solo costituiscano reato, ma rappresentino un serio rischio per l’ambiente, soprattutto in aree produttive ad alta densità industriale come l’area vicentina.

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