Cronaca

Truffatore tradito dal cappello: il DNA incastra finto carabiniere a Vicenza

venerdì 24 luglio 2026 Martino Montagna

Un’indagine dei Carabinieri di Vicenza ha portato all’identificazione e alla denuncia di un pregiudicato napoletano di 49 anni, ritenuto responsabile di una truffa aggravata ai danni di un’anziana coppia con il metodo del “finto Carabiniere”. A incastrarlo è stato un dettaglio lasciato accidentalmente sulla scena del crimine: un copricapo perso durante la fuga, dal quale il RIS di Parma ha estratto il profilo genetico dell’autore.

I fatti risalgono al 5 maggio 2025, quando un anziano residente in Corso Palladio, a Vicenza, si era presentato alla caserma dei Carabinieri per denunciare una truffa subita in casa. L’uomo era stato contattato telefonicamente da un falso appartenente all’Arma, che lo aveva convinto di dover collaborare a presunti accertamenti su una rapina avvenuta a Padova, nella quale sarebbe stata coinvolta la sua automobile.

Con questo stratagemma, il truffatore aveva spinto l’anziano ad allontanarsi dall’abitazione per recarsi presso la sede ACI cittadina. Mentre la vittima era fuori casa, un complice si era presentato nell’appartamento della coppia e, approfittando della momentanea distrazione della moglie rimasta sola, era riuscito a entrare e a rubare gioielli, monili in oro e pietre preziose per un valore complessivo di circa 10mila euro.

Durante la fuga, però, il malvivente aveva commesso un errore decisivo: aveva perso un copricapo, recuperato dai militari e sottoposto a sequestro come possibile elemento investigativo. Gli esami scientifici effettuati dai Carabinieri del RIS di Parma hanno permesso di ricavare dal reperto un profilo DNA compatibile con E.F., 49 anni, nato e residente a Napoli, già noto alle forze dell’ordine per numerosi precedenti contro il patrimonio e per episodi dello stesso tipo.

Grazie alla prova genetica, gli investigatori sono riusciti a dare un’identità al responsabile, che è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per il reato di truffa aggravata.

Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Vicenza ha rinnovato l’appello alla cittadinanza, soprattutto agli anziani e ai loro familiari, ricordando alcune regole fondamentali per difendersi da questo tipo di raggiri: i Carabinieri non effettuano controlli a domicilio su denaro, oro o gioielli, nessun appartenente alle forze dell’ordine o rappresentante di enti pubblici chiede soldi o oggetti preziosi per risolvere presunti problemi giudiziari, e in caso di telefonate sospette o richieste insolite è importante non aprire la porta agli sconosciuti e chiamare subito il 112.

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