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Tsadjout, il Vicenza ci crede: «Qui per rinascere»

venerdì 17 luglio 2026 Valentina Ruzza

Non è stata la conferenza stampa dei proclami. È stata quella della consapevolezza. Frank Tsadjout si è presentato al Vicenza senza cercare alibi per gli ultimi due anni complicati, ma con la lucidità di chi sa che questa potrebbe essere la stagione della svolta. Niente promesse di gol o dichiarazioni a effetto. Solo un concetto ripetuto più volte: «Non vedevo l’ora di rimettermi in gioco». È proprio da questa frase che prende forma la nuova avventura dell’attaccante classe 1999, arrivato in biancorosso con la convinzione di aver trovato l’ambiente ideale per rilanciare una carriera che, finora, ha mostrato solo a tratti il suo reale potenziale. La trattativa, racconta lo stesso Tsadjout, è stata praticamente immediata. Quando il suo agente gli ha prospettato la possibilità di approdare a titolo definitivo in una società della storia e dell’organizzazione del Vicenza, non ha avuto dubbi. Il resto lo hanno fatto il progetto tecnico e la voglia reciproca di costruire qualcosa d’importante. L’attaccante non si nasconde nemmeno quando affronta il tema più delicato: i gol. Sa perfettamente che il giudizio su un centravanti passa inevitabilmente dai numeri e ammette che, nelle ultime stagioni, sotto questo aspetto è mancato. Ma il suo obiettivo non è soltanto aumentare il bottino realizzativo. Vuole soprattutto ritrovare continuità fisica, imparando a gestire meglio il proprio corpo dopo gli infortuni che ne hanno rallentato la crescita. Negli ultimi mesi ha cambiato metodo di lavoro, affidandosi a professionisti specifici per arrivare al ritiro già in una buona condizione atletica. «Essere disponibile per tutta la stagione» è il traguardo che considera fondamentale. Perché solo con continuità, è convinto, potranno arrivare anche i gol.

Anche il primo impatto con Fabio Gallo sembra aver rafforzato questa convinzione. Il nuovo centravanti biancorosso racconta di aver trovato subito sintonia con il tecnico, apprezzandone l’idea di calcio fatta di intensità, due punte vicine, attacchi continui alla porta e presenza costante nell’area avversaria. Un sistema che ritiene perfettamente compatibile con le proprie caratteristiche.

Ma è forse quando parla dei margini di miglioramento che emerge il lato più interessante del giocatore. Tsadjout non indica come priorità il tiro o la tecnica di base. Ritiene invece di dover crescere nella lettura delle situazioni, nella qualità degli smarcamenti e nella capacità di costruirsi occasioni da rete con maggiore lucidità. È la mentalità di chi vuole diventare un attaccante più completo prima ancora che semplicemente più prolifico.

A confermare la fiducia della società è stato anche il direttore sportivo, che segue Tsadjout fin dai tempi della Primavera del Milan. «Non ha ancora espresso tutto il suo potenziale dal punto di vista realizzativo», spiega il dirigente, convinto che il Vicenza possa essere il contesto ideale per completarne definitivamente la maturazione.

Le qualità tecniche, del resto, non sono mai state messe in discussione: mobilità, capacità di proteggere il pallone, attacco della profondità e grande disponibilità nel lavoro per la squadra. Per questo il consiglio rivolto al nuovo attaccante è tanto semplice quanto significativo: niente fretta. «Non deve avere l’ansia di spaccare il mondo. Deve trovare la condizione con i tempi giusti».

Il club, però, mantiene anche un approccio realistico. Nessuno si aspetta un centravanti da venti reti, ma la convinzione è che Tsadjout possa finalmente raggiungere quella doppia cifra che finora è sempre sembrata alla sua portata senza mai diventare realtà.

Nel corso della presentazione si è parlato anche di mercato. Il direttore sportivo ha confermato che il Vicenza continua a lavorare per completare il centrocampo con una mezzala dalle caratteristiche specifiche, individuando in Valoti uno degli obiettivi principali. «Siamo fidanzati, manca solo il matrimonio», ha scherzato, lasciando intendere come la volontà tra le parti esista, pur mancando ancora gli ultimi dettagli.

Prima, però, servirà sfoltire la rosa. Solo dopo alcune uscite il club valuterà eventuali nuovi innesti, con l’obiettivo di aumentare la profondità dell’organico per affrontare un campionato lungo e dispendioso. Senza escludere eventuali occasioni dell’ultima parte di mercato.

Per il resto, però, la scena è tutta di Tsadjout. Il Vicenza non gli chiede di essere un salvatore della patria, ma di diventare il centravanti capace di trasformare un potenziale mai completamente espresso in rendimento costante. È una scommessa, certo. Ma è una scommessa che il Lane ha scelto di fare con convinzione. E, dalle prime parole del nuovo attaccante, la sensazione è che anche lui aspettasse da tempo una piazza così per ricominciare.

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