Cronaca

Tubercolosi nel carcere di Vicenza, due agenti contagiati

martedì 22 settembre 2026 Martino Montagna

Un detenuto risultato positivo dopo il ricovero al San Bortolo. Secondo l’Uspp, due poliziotti penitenziari sarebbero stati contagiati e sono già in terapia. La direzione conferma il caso ma non quello tra il personale: avviati gli screening

È scattata l’attenzione sanitaria nel carcere di Vicenza dopo l’accertamento di un caso di tubercolosi che riguarda un detenuto entrato nella struttura nel mese di luglio. L’uomo è stato successivamente ricoverato all’ospedale San Bortolo, dove è stata diagnosticata l’infezione. Da qui sono partiti gli accertamenti per verificare eventuali contagi tra le persone entrate in contatto con lui durante la permanenza in istituto.

A rendere pubblica la situazione è il sindacato Uspp della Polizia penitenziaria, secondo cui sarebbero almeno due gli agenti risultati positivi alla tubercolosi. I poliziotti, sempre secondo quanto riferito dall’organizzazione sindacale, avrebbero già iniziato la terapia e sarebbero in buone condizioni di salute.

Su questo secondo aspetto, però, manca al momento una conferma ufficiale da parte della direzione del carcere. L’istituto conferma infatti il caso di tubercolosi relativo al detenuto, mentre non riferisce di positività accertate tra gli appartenenti al personale. Proprio per questo sono stati avviati gli screening sanitari, che dovranno consentire di stabilire se l’infezione abbia interessato altre persone.

La tubercolosi è una malattia infettiva che può essere trasmessa per via aerea e che, negli ambienti caratterizzati da una presenza prolungata di persone e da spazi condivisi, richiede particolare attenzione sul fronte della prevenzione. Gli istituti penitenziari rappresentano contesti nei quali la sorveglianza delle malattie infettive assume quindi un ruolo importante, con controlli sanitari rivolti sia alla popolazione detenuta sia, quando necessario, agli operatori.

Nel caso vicentino, gli accertamenti dovranno ora chiarire soprattutto l’eventuale presenza di altri casi e ricostruire i possibili contatti avuti dal detenuto prima dell’individuazione della malattia. Lo screening rappresenta il passaggio necessario per distinguere eventuali infezioni da semplici esposizioni e per stabilire quali persone debbano proseguire gli accertamenti o seguire specifici percorsi terapeutici.

La vicenda si inserisce inoltre in un contesto carcerario già caratterizzato da una forte pressione sulla struttura. Il carcere “Filippo Del Papa” di Vicenza dispone di 276 posti regolamentari, mentre i dati più recenti indicano una presenza di 392 detenuti. Anche sul fronte della Polizia penitenziaria emerge una differenza tra organico previsto ed effettivamente in servizio: gli agenti effettivi sono 180 a fronte dei 210 previsti.

Sono numeri che rendono ancora più delicata la gestione quotidiana dell’istituto, dove agli aspetti legati alla sicurezza si aggiungono quelli sanitari. In questo quadro, l’accertamento della tubercolosi ha imposto l’attivazione delle procedure di controllo per evitare che un singolo caso possa trasformarsi in un problema più ampio.

Per ora, dunque, resta confermata la positività del detenuto ricoverato al San Bortolo, mentre la notizia relativa ai due agenti contagiati è quella diffusa dal sindacato Uspp e non è stata confermata dalla direzione della casa circondariale. Saranno gli screening in corso a fornire un quadro più preciso della situazione e a stabilire l’eventuale estensione del contagio all’interno dell’istituto.

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