venerdì 26 giugno 2026 Martino Montagna
Doveva essere una giornata di festa, sorrisi e spensieratezza con i ragazzi del Grest diretti a Gardaland. Si è invece trasformata in una tragedia che ha sconvolto l'intera comunità di Schio e il Vicentino. Nella mattinata di giovedì 25 giugno, un drammatico incidente avvenuto all'interno della galleria di Malo, lungo la Superstrada Pedemontana Veneta in direzione Montecchio Maggiore, è costato la vita a don Francesco Andreoli, sacerdote salesiano di 37 anni, e al giovane Alberto Fioretto, animatore dell'oratorio di appena 16 anni.
Secondo la ricostruzione della Polizia Stradale, la vettura guidata da don Andreoli avrebbe tamponato leggermente un mezzo pesante. Il sacerdote si sarebbe quindi fermato nella corsia di emergenza con l'intenzione di verificare l'accaduto e scusarsi con l'autotrasportatore. Proprio in quei drammatici istanti una seconda automobile ha travolto la vettura, provocando un impatto devastante che non ha lasciato scampo al sacerdote e al giovane animatore. Ferito, invece, il conducente dell'altra auto, un quarantenne residente in provincia di Pordenone, trasportato all'ospedale di Santorso con un trauma toracico.
Don Francesco Andreoli era una figura molto conosciuta e amata all'Istituto Salesiano Don Bosco di Schio, dove dal 2017 si dedicava con entusiasmo all'educazione dei giovani, alle attività dell'oratorio e ai campi estivi. Ordinato sacerdote nel 2018, aveva scelto di spendere la propria vita accanto ai ragazzi, diventando un punto di riferimento per famiglie e volontari. Al suo fianco viaggiava Alberto Fioretto, sedicenne animatore del Grest, apprezzato dai coetanei per il suo entusiasmo e il suo impegno nelle attività dell'oratorio.
L'intera comitiva era diretta a Gardaland. Don Francesco e Alberto stavano precedendo il pullman che trasportava decine di bambini e ragazzi. Una giornata attesa da settimane si è così trasformata in un incubo che ha lasciato senza parole tutta la comunità.
Profondissimo il cordoglio espresso dal vescovo di Vicenza, monsignor Giuliano Brugnotto, che ha parlato di un dolore immenso per tutta la Chiesa vicentina, manifestando la propria vicinanza alle famiglie delle vittime, alla comunità salesiana e ai tanti giovani che avevano in don Francesco una guida e un educatore. Il presule ha invitato tutta la diocesi a unirsi nella preghiera per le vittime e per quanti sono stati colpiti da questa immane tragedia.
Sono stati numerosissimi anche i messaggi di vicinanza giunti dal mondo delle istituzioni, della politica e dell'associazionismo. L'intera città di Schio si è stretta attorno ai familiari di don Francesco Andreoli e di Alberto Fioretto, ricordando due persone che, seppur con età diverse, avevano in comune la volontà di mettersi al servizio degli altri e dei più giovani.
Le indagini della Polizia Stradale proseguono per ricostruire con precisione ogni fase dell'incidente. Resta, però, il dolore di una comunità che in pochi istanti ha perso un sacerdote capace di trasmettere entusiasmo e speranza e un ragazzo che aveva davanti tutta la vita.
Una tragedia destinata a lasciare un segno profondo non solo nella realtà salesiana di Schio, ma in tutto il Veneto, dove il ricordo di don Francesco Andreoli e del giovane Alberto Fioretto continuerà a vivere nel cuore di quanti li hanno co