lunedì 5 ottobre 2026 Valentina Ruzza
Una deviazione imprevista, uno sguardo al cielo e una sagoma troppo grande per passare inosservata. È nato così l’avvistamento che potrebbe entrare nella storia naturalistica della provincia di Vicenza: quello di un’aquila codabianca, conosciuta anche come aquila di mare, immortalata dall’obiettivo di Luca Zamberlan, residente a Castelnuovo di Isola Vicentina e appassionato di fotografia naturalistica.
L’incontro è avvenuto domenica 27 settembre, durante una mattinata trascorsa proprio nella zona di Castelnuovo. Zamberlan era uscito per uno dei suoi abituali giri fotografici, tra campagna, animali e paesaggi rurali. Dopo una breve sosta e alcuni scatti, aveva già deciso di proseguire, quando un’intuizione lo ha spinto a tornare indietro.
Una scelta apparentemente banale, destinata però a trasformare quella mattinata in qualcosa di molto diverso.
«Ero tornato verso il punto da cui ero partito e a un certo momento ho alzato la testa», racconta. «In cielo c’erano cinque o sei poiane, ma insieme a loro ho visto un rapace enormemente più grande. Ho capito subito che c’era qualcosa di insolito e ho iniziato a scattare».
È proprio il confronto con le poiane a rendere immediatamente evidente l’eccezionalità della scena. Anche a grande distanza, la differenza di dimensioni appare netta. In un primo momento Zamberlan pensa a un’aquila reale, ma osservando con attenzione le immagini si rende conto che le proporzioni e la struttura dell’animale sembrano raccontare altro.
Le fotografie vengono quindi sottoposte all’attenzione di persone esperte di avifauna e fotografia naturalistica. Il riscontro porta all’identificazione dell’animale come aquila codabianca, o aquila di mare, uno dei più grandi rapaci europei, capace negli esemplari maggiori di avvicinarsi a un’apertura alare di circa due metri e mezzo.
Ma è soprattutto il luogo dell’avvistamento a rendere il fatto particolarmente rilevante. Secondo le verifiche raccolte successivamente, quello documentato da Zamberlan sarebbe infatti il primo avvistamento noto di un’aquila codabianca in provincia di Vicenza.
Un dato che, se confermato anche dagli archivi e dalle osservazioni ornitologiche ufficiali, darebbe alle immagini un valore ancora maggiore, trasformando uno scatto fortunato in una testimonianza di interesse naturalistico.
L’aquila codabianca è un rapace imponente, legato soprattutto agli ambienti acquatici, ai grandi laghi, alle zone umide e alle aree costiere. Per questo la sua comparsa nel Vicentino assume un significato particolare e rappresenta un episodio destinato ad attirare l’attenzione di birdwatcher, fotografi e appassionati di fauna selvatica.
Per Luca Zamberlan, però, oltre al valore documentale delle immagini, resta soprattutto l’emozione di quell’incontro.
«Continuo a pensare al fatto che, se non fossi tornato indietro, non l’avrei mai vista. Sono rientrato, ho alzato la testa e lei era lì. È stato qualcosa di spettacolare e quasi magico».
A volte la fotografia naturalistica vive anche di questo: attesa, intuito e coincidenze. E capita che basti un passo indietro, letteralmente, per trovarsi davanti a una scena irripetibile.
Quella mattina, sopra la campagna vicentina, Luca Zamberlan non ha semplicemente fotografato un grande rapace. Potrebbe aver documentato una piccola pagina di storia naturalistica della provincia.