mercoledì 15 luglio 2026 Martino Montagna
Una mobilitazione corale per difendere la legalità e dire no a ogni forma di intimidazione. È questo il messaggio lanciato dalla Provincia di Vicenza dopo il grave attentato incendiario che ha colpito Moreno Marsetti, sindaco di Malo e vicepresidente dell’ente provinciale, con il rogo che ha devastato il capannone dell’azienda di famiglia a Isola Vicentina.
La risposta delle istituzioni e dei cittadini arriverà venerdì 17 luglio alle 16, davanti al Municipio di Malo, dove si terrà una manifestazione pubblica di solidarietà promossa dalla Provincia di Vicenza. Sindaci, amministratori, rappresentanti delle categorie economiche e cittadini sono chiamati a partecipare per testimoniare la vicinanza a Marsetti e alla sua famiglia, ma anche per riaffermare il valore della presenza dello Stato e delle istituzioni sul territorio.
L’iniziativa è nata dalla richiesta spontanea di numerosi primi cittadini vicentini, che hanno voluto manifestare compattezza dopo un episodio ritenuto un attacco non soltanto personale, ma rivolto all’intera comunità. L’incendio, infatti, ha colpito un imprenditore e un amministratore locale, suscitando forte preoccupazione per il clima di intimidazione che un gesto di questa gravità porta con sé.
«Quello che ha colpito Moreno Marsetti non è solo un attacco a un uomo, a un imprenditore e alla sua famiglia, ma un colpo inferto a tutta la comunità vicentina e alle istituzioni che rappresentiamo», ha dichiarato il presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin, sottolineando la necessità di una risposta pubblica e condivisa.
«Davanti a un gesto di tale gravità non possiamo e non vogliamo restare in silenzio – ha aggiunto Nardin –. Venerdì saremo a Malo, con le nostre fasce tricolori, per dire chiaramente che chi colpisce un amministratore locale colpisce lo Stato e l’intera comunità».
La manifestazione vuole quindi essere un segnale di vicinanza e fermezza: un momento in cui amministratori e cittadini si ritroveranno insieme per ribadire che la violenza e le minacce non possono condizionare il lavoro delle istituzioni né la vita democratica del territorio.