lunedì 4 maggio 2026 Martino Montagna
Trent’anni di impegno, accoglienza e cooperazione internazionale che hanno trasformato una risposta all’emergenza della guerra in Bosnia ed Erzegovina in un progetto stabile di solidarietà e dialogo tra popoli. È questo il significato profondo del programma di eventi presentato a Palazzo Trissino per celebrare l’anniversario dell’associazione “Insieme per Sarajevo”, realtà nata nel 1996 per accogliere in Italia bambini e ragazzi fuggiti dal conflitto nei Balcani.
Alla presentazione erano presenti la vicesindaca di Vicenza Isabella Sala, il presidente dell’associazione Carmelo Rigobello e il direttore artistico de La Piccionaia Carlo Presotto, partner del progetto culturale che accompagnerà le celebrazioni.
Dalla guerra all’accoglienza: una rete di relazioni che dura nel tempo
L’esperienza dell’associazione nasce durante la guerra in Bosnia, quando numerosi minori di Sarajevo vennero ospitati da famiglie italiane. Da quell’iniziativa iniziale si è sviluppata una rete strutturata di interventi che oggi opera in cinque aree del Paese balcanico.
Nel corso degli anni “Insieme per Sarajevo” ha promosso progetti di microcredito per sostenere l’economia locale, interventi sociali per anziani soli e persone con disabilità, oltre alla realizzazione di centri di assistenza e servizi comunitari. Accanto all’impegno sociale, si è consolidata anche una forte dimensione culturale, con iniziative dedicate alla memoria e alla costruzione di una cultura di pace.
Sala: “Un legame più forte di un gemellaggio”
La vicesindaca Isabella Sala ha sottolineato il valore umano e civile dell’esperienza costruita in trent’anni, ricordando le storie di accoglienza e i progetti realizzati tra Vicenza e Sarajevo:
«Ho visto famiglie vicentine ritrovare, anni dopo, i bambini ospitati durante la guerra ormai adulti, legati da un affetto profondo. Ho visto progetti concreti di sostegno economico e sociale capaci di restituire dignità e futuro. Il legame tra Vicenza e Sarajevo è qualcosa di più di un gemellaggio: è una relazione viva, costruita sulla fiducia e sulla solidarietà».
Sala ha definito le celebrazioni “una grande festa di solidarietà, pace e condivisione”, evidenziando anche il ruolo della cultura come strumento di diplomazia e dialogo tra i popoli.
Rigobello: “La pace come esercizio quotidiano”
Per il presidente Carmelo Rigobello, questo anniversario rappresenta non solo un traguardo ma anche un rilancio della missione dell’associazione:
«Trent’anni sono motivo di gratitudine, ma anche un’occasione per rafforzare il legame tra solidarietà e pace. Il nostro impegno nasce dall’amore per Sarajevo e per la Bosnia ed Erzegovina. Il documentario che presenteremo racconta le storie dei bambini accolti nel 1996 e oggi adulti, ancora uniti da legami di amicizia che la guerra non è riuscita a spezzare».
Il programma delle celebrazioni 2026
Il calendario degli eventi si svilupperà tra Vicenza e Sarajevo nel corso del 2026, con un ricco programma culturale e commemorativo.
Tra gli appuntamenti principali:
la proiezione di un documentario del regista Corrado Ceron, dedicato ai bambini ospitati durante la guerra, prevista il 10 maggio al Teatro Astra di Vicenza e il 15 settembre a Sarajevo;
l’esibizione di un gruppo di 30 giovani danzatori provenienti da Rudo, con spettacoli il 9 e 10 maggio tra Costabissara e Vicenza;
una mostra fotografica di Savino Carbone sul genocidio di Srebrenica, ospitata nel cortile di Palazzo Trissino tra giugno e luglio;
due serate teatrali a settembre con La Piccionaia nello spettacolo “Andrea Palladio - Musica delle proporzioni”.
Cultura come ponte tra i popoli
Il progetto, nato sotto il titolo “Vicenza Sarajevo, per una cultura di pace”, punta a rafforzare i legami costruiti in tre decenni non solo tra persone ma anche tra istituzioni, Ambasciata d’Italia a Sarajevo, amministrazioni locali e realtà religiose.
Tutti gli eventi saranno gratuiti fino a esaurimento posti, con l’obiettivo di mantenere vivo un dialogo che affonda le radici nella solidarietà e guarda al futuro attraverso la cultura.
Maggiori informazioni sono disponibili sul sito dell’associazione: www.sarajevo.it