Vicenza, che spreco: Rauti illude, poi Mosquera la ribalta in due minuti

domenica 20 settembre 2026 Valentina Ruzza

VICENZA, CHE SPRECO: RAUTI ILLUDE, POI MOSQUERA LO RIBALTA IN DUE MINUTI

Terza rimonta consecutiva subita dai biancorossi. Il Lane passa al 58’ e sembra avere il derby in mano, poi crolla tra il 74’ e il 76’: doppietta del colombiano e Bentegodi in festa.

VERONA — Il Vicenza il derby lo perde quando sembra averlo vinto. Non perché il Verona lo domini, non perché Gagno debba moltiplicarsi per tenere in piedi la partita. Lo perde in due minuti, quelli che separano il vantaggio firmato da Rauti dal doppio colpo di Mosquera. Dal 74’ al 76’ il Lane passa dall’illusione al rimpianto, e il Bentegodi si prende una partita che per oltre un’ora era rimasta in equilibrio.

È la terza rimonta consecutiva subita dalla squadra di Gallo. Un dato che pesa quasi quanto il 2-1 finale, perché racconta una difficoltà ormai evidente: il Vicenza sa portarsi avanti, ma non riesce a chiudere le partite quando il momento sembra favorevole.

Il derby, tornato dopo oltre nove anni, comincia con la tensione che ci si aspetta. Il Verona prende campo, prova a giocare soprattutto a destra con Zappa e Mulattieri, mentre il Vicenza si abbassa, resta compatto e cerca di sporcare la partita. Brighenti e Cuomo tengono bene il centro, Caferri lavora sulle chiusure e Gagno vive un primo tempo senza interventi realmente complicati.

Baroni perde subito Korac e inserisce Edmundsson. Lella prova il destro al volo sugli sviluppi di un corner, Suslov cerca il tiro da fuori, Mulattieri attacca il primo palo. Il Verona costruisce di più, ma il Vicenza concede poco e quando può prova ad appoggiarsi sulle palle inattive di Costa.

La ripresa cambia tono.

Al 49’ il Lane costruisce la prima vera occasione. Rauti lavora un buon pallone e manda Merkaj verso la porta, ma l’attaccante albanese spreca da posizione favorevole. È il segnale che gli spazi cominciano ad aprirsi.

Al 58’ arriva il gol.

Il Verona gestisce male un pallone sulla destra, Rauti lo legge prima di tutti, parte in progressione e conclude. Il destro è potente ma centrale, Leali non è impeccabile e il Vicenza va avanti.

È il momento migliore della squadra di Gallo.

Il Verona è costretto ad alzarsi, il campo si allunga e il Vicenza potrebbe sfruttare gli spazi. Gallo cambia: dentro Talarico, poi Leverbe, Valoti e Morra. Baroni, invece, aumenta il peso offensivo e manda in campo Mosquera al 68’.

È la mossa che decide tutto.

Al 74’ Sarr batte un corner dalla destra. Mosquera sfugge alla marcatura, resta libero in area e batte Gagno al volo.

1-1.

Il Vicenza non fa in tempo a riordinarsi. Al 76’ Livramento affonda sulla destra, mette un pallone basso sul primo palo e Mosquera anticipa Cuomo con un colpo di tacco che vale il sorpasso.

2-1.

Due minuti, due errori, due gol. E la partita cambia completamente padrone.

Gallo inserisce Moncini per Cuomo e prova a ridisegnare la squadra in avanti. Valoti è il più vivo nel finale, cerca la porta e prova a mettere palloni interessanti in area. Merkaj conquista un corner, Costa insiste da fermo, ma il Verona resiste.

Mosquera, intanto, non segna soltanto: protegge palloni, guadagna falli, fa respirare i suoi. È il volto della rimonta.

Il triplice fischio lascia al Vicenza una sensazione pesante. Non quella di aver perso contro una squadra nettamente superiore, ma di aver lasciato scappare una partita che aveva saputo portare dalla propria parte.

Tre rimonte consecutive subite cominciano a essere più di un episodio. Il Lane sa costruire il vantaggio, ma quando dovrebbe amministrarlo perde lucidità, campo e controllo.

Al Bentegodi sono bastati centoventi secondi per trasformare un derby da ricordare in un altro rimpianto.

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