domenica 4 ottobre 2026 Valentina Ruzza
Il risultato dice Koper, il senso della serata racconta soprattutto un Vicenza ancora in costruzione. Finisce 2-1 per gli sloveni l’amichevole di Fellette, un test che Francesco Gallo utilizza per distribuire minuti, verificare alternative e mettere alla prova un Lane profondamente diverso da quello abituale.
Ne esce una partita a due facce: fragile e poco fluida nel primo tempo, più ordinata e intraprendente nella ripresa, pur non riuscendo davvero a ribaltare l’inerzia dell’incontro.
A una settimana dalla ripartenza del campionato, Gallo sceglie infatti di non forzare. Restano inizialmente fuori Morra, Rada, Bellemo, Brighenti e Merkaj, mentre trovano spazio giocatori meno utilizzati e soluzioni alternative.
Tantalocchi difende la porta, Papetti, Marchizza e Vescovi compongono la linea arretrata, Pietrelli e Corazza lavorano sulle corsie. In mezzo Talarico, Pellizzari e Carraro, davanti Moncini con Alessio.
Il Vicenza parte con intenzione. Nei primi cinque minuti conquista due angoli e prova ad alzare subito il baricentro. All’8’ Alessio strappa un pallone in mezzo al campo e manda Moncini in profondità, ma il portiere del Koper esce con i tempi giusti e spegne l’azione prima della conclusione. È il momento migliore del Lane nel primo tempo.
Perché al 10’ la partita cambia volto. E lo fa attraverso il talento più riconoscibile degli sloveni. Ilicic riceve, prende la mira e lascia partire un sinistro a giro che disegna una traiettoria imprendibile per Tantalocchi. Un gol di qualità superiore, capace di spostare immediatamente gli equilibri.
Da lì il Koper cresce, il Vicenza invece perde progressivamente pulizia. La manovra diventa più lenta, gli appoggi meno sicuri, le distanze si allungano. Gli sloveni prendono campo e costringono i biancorossi a una partita più reattiva che propositiva.
Alla mezz’ora arriva anche lo 0-2. Ndiaye attacca bene lo spazio, si presenta davanti a Tantalocchi e lo supera con un diagonale preciso. Il raddoppio fotografa una fase dell’incontro nella quale il Koper riesce a trovare con troppa facilità linee di passaggio e campo da aggredire, mentre il Lane fatica a consolidare il possesso e a risalire con continuità.
Il primo tempo si chiude così con un Vicenza inevitabilmente condizionato da un undici sperimentale, ma anche con alcune difficoltà evidenti nella costruzione e nelle letture difensive.
Nella ripresa Gallo cambia parecchio. Dentro Bagheria, Leverbe, Sandon, Costa, Zonta e Rauti. Alessio viene abbassato a mezzala dopo i primi 45 minuti giocati da attaccante.
Il Vicenza cerca maggiore equilibrio e, almeno inizialmente, un possesso meno rischioso. Il Koper, però, continua a trovare occasioni.
Al 54’ Nsana calcia da distanza ravvicinata, ma la deviazione di Bagheria evita guai peggiori. Cinque minuti più tardi Leverbe deve intervenire in extremis per chiudere un’altra situazione potenzialmente pericolosa.
Sono segnali che raccontano un Lane ancora esposto quando perde palla, ma nel frattempo la partita comincia lentamente a cambiare tono.
Al 60’ Caferri prende il posto di Corazza. Un minuto dopo Pellizzari lascia partire una conclusione potente dal limite, costringendo il portiere sloveno a una parata attenta.
Il Vicenza guadagna metri, riesce a palleggiare con maggiore continuità e trova finalmente qualche sbocco in più nella metà campo avversaria.
Gallo concede spazio anche al giovane Poier, subentrato a Moncini. Caferri prova a riaprire il match con un diagonale da posizione defilata che attraversa tutta l’area senza trovare la deviazione decisiva.
Il rischio, però, resta dietro l’angolo. Al 67’ Matondo sfonda centralmente, supera la retroguardia biancorossa e colpisce il palo. È l’ultima vera fiammata offensiva del Koper, che successivamente gestisce soprattutto il vantaggio.
Nel finale entrano Rossi e Catino per Alessio e Papetti. La gara sembra ormai indirizzata, ma il Vicenza ha almeno il merito di provarci fino all’ultimo.
E al 94’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, proprio Catino trova la deviazione che vale il 2-1. Un gol che non cambia l’esito, ma restituisce una fotografia meno severa di quanto visto nella prima ora.
Il giudizio sulla serata va inevitabilmente contestualizzato. Gallo ha scelto una formazione largamente rimaneggiata, cambiato molto nella ripresa e utilizzato l’amichevole soprattutto come laboratorio.
Il Koper, squadra tecnicamente pulita e con individualità di livello, ha evidenziato soprattutto nel primo tempo ciò che al Lane manca ancora quando ritmo e distanze si abbassano: rapidità nella costruzione, protezione preventiva e maggiore continuità nella pressione.
La seconda parte della gara ha però offerto anche segnali diversi. Più equilibrio, una circolazione migliore e qualche iniziativa offensiva in più.
A Fellette il Vicenza perde, ma non è questo il dato che conta davvero. Conta ciò che resta dopo novanta minuti: qualche certezza, diversi appunti e una settimana di lavoro per trasformarli in risposte.
Perché adesso finisce il tempo degli esperimenti. Alla ripresa del campionato torneranno i punti. E lì, inevitabilmente, cambierà tutto.