giovedì 13 agosto 2026 Martino Montagna
Dal 21 agosto al 27 settembre la Basilica Palladiana ospita una mostra che intreccia fumetto, musica e cultura pop attraverso il rigore delle regole matematiche. Quattro artisti trasformano numeri, sequenze e vincoli in opere dai cinquanta colori.
Cosa hanno in comune Linus, Johann Sebastian Bach e i Beatles? Apparentemente nulla. Eppure fumetto, musica colta e cultura pop possono condividere una stessa grammatica fatta di ritmo, proporzione, struttura e intuizione. È da questa suggestione che nasce “Linus, Bach, Beatles. L’arte matematica: istruzioni per l’uso”, la mostra organizzata dal gruppo Crew e dal Teatro Instabile di Creazzo APS, in collaborazione con il Comune di Vicenza e i Musei civici di Vicenza.
L’esposizione sarà allestita nella Sala degli Zavatteri della Basilica Palladiana dal 21 agosto al 27 settembre, con apertura da martedì a domenica, dalle 10 alle 18, e ingresso libero. L’inaugurazione, aperta al pubblico, è fissata per venerdì 21 agosto alle 18.
Al centro della mostra c’è un’idea tanto semplice quanto sorprendente: la matematica non come disciplina astratta, ma come possibile motore della creatività. Gli autori **Flaviano Raschietti, Leopoldo Morbin, Nicola Cracco e Mauro Forlani** utilizzano carta, cartoncini e colori per costruire opere nelle quali nulla è lasciato al caso. Le strisce colorate, incollate e sovrapposte fino a creare spessore, seguono infatti precise sequenze cromatiche e regole strutturali.
Il risultato sono “quadri” e “sculture” ottenuti attraverso una serie di **vincoli formali volontari**, capaci di trasformare la limitazione in una possibilità espressiva. Un principio che affonda le proprie radici anche nell’esperienza dell’**OuLiPo**, il movimento nato in Francia negli anni Sessanta attorno a scrittori e matematici come Raymond Queneau, convinti che l’imposizione di regole rigorose potesse moltiplicare, anziché ridurre, le possibilità creative.
La stessa prospettiva attraversa la musica di Bach, dove strutture e regole diventano strumenti per generare infinite variazioni, e arriva fino alla cultura pop evocata dai Beatles e dal personaggio di Linus. La mostra invita così il pubblico a cambiare prospettiva: dietro una sequenza di colori, una composizione musicale o una costruzione narrativa possono nascondersi schemi, proporzioni e strutture matematiche.
«Una mostra interessante, curiosa, ci aiuterà a vedere con uno sguardo differente alcuni aspetti della realtà. Arte e numeri: un binomio che può generare inaspettate opportunità creative», sottolinea l’assessore alla Cultura, al Turismo e all’Attrattività della città **Ilaria Fantin**, invitando a scoprire le opere allestite in Basilica Palladiana.
Il percorso espositivo sarà accompagnato anche da un calendario di **conversazioni e appuntamenti musicali**, tutti a ingresso libero fino a esaurimento dei posti, in programma dalle 18 alle 19 nella Domus comestabilis della Basilica Palladiana.
Si comincia **venerdì 28 agosto** con il filosofo vicentino **Paolo Vidali**, protagonista dell’incontro *“Tra regola e differenza: epistemologia della serie”*. **Domenica 13 settembre** sarà invece la volta del maestro **Massimiliano Raschietti**, docente di organo al Conservatorio di Verona, con una conversazione-concerto dedicata a Bach e all’esecuzione al clavicembalo di alcune pagine contrappuntistiche.
Domenica 20 settembre Giuseppe Franceschetto proporrà una conversazione sugli ultimi canti del Purgatorio di Dante, approfondendo l’ammirazione del poeta per Arnaut Daniel, il celebre trovatore provenzale considerato inventore della forma metrica della sestina, successivamente studiata anche dal punto di vista matematico da Queneau.
A chiudere il programma, domenica 27 settembre alle 18, sarà Carlo Mariconda ordinario della Facoltà di Matematica dell’Università di Padova, con un incontro dedicato agli aspetti matematici delle opere realizzate da Crew.
Una mostra, dunque, che parte dai numeri per arrivare all’arte e che prova a dimostrare come il rigore possa diventare, paradossalmente, una forma di libertà. A Vicenza, per poco più di un mese, formule, colori, musica e immaginazione si incontrano sotto le volte della Basilica Palladiana.