giovedì 26 febbraio 2026 Martino Montagna
Nel Vicentino si registra una nuova crescita degli infortuni sul lavoro, con un dato ancora più preoccupante: l’aumento deciso dei casi mortali. A segnalarlo è la CISL Vicenza, sulla base delle elaborazioni del proprio Centro Studi sui dati Inail 2025.
Dopo due anni di calo progressivo, le denunce hanno invertito la tendenza: nel 2025 sono stati segnalati 13.138 infortuni, leggermente in più rispetto ai 13.090 del 2024. Un incremento contenuto nei numeri assoluti, ma significativo perché interrompe un percorso di diminuzione iniziato negli anni precedenti. Ancora più grave il bilancio delle vittime: 19 morti sul lavoro, più del doppio rispetto agli 8 registrati l’anno scorso, riportando il territorio ai livelli più critici del recente passato.
Il comparto manifatturiero si conferma il più colpito, con oltre un terzo degli episodi (4.194 casi), seguito da commercio e costruzioni. Proprio il manifatturiero guida anche la crescita degli infortuni rispetto al 2024, insieme alla sanità e all’edilizia. L’aumento interessa quasi tutti i settori produttivi, con poche eccezioni.
L’analisi per età mostra una distribuzione piuttosto uniforme: gli incidenti coinvolgono sia giovani appena entrati nel mondo del lavoro sia lavoratori più esperti. Questo dimostra, sottolinea il segretario generale provinciale Raffaele Consiglio, che il tema della sicurezza non può limitarsi alla formazione iniziale, ma deve accompagnare l’intero percorso professionale. Secondo il sindacato, occorre rafforzare la prevenzione già a partire dalla scuola e mantenere alta l’attenzione in ogni fase della carririera.
Particolarmente esposti risultano i lavoratori stranieri, coinvolti nel 39% degli infortuni denunciati, una quota ben superiore alla loro incidenza sul totale degli occupati in provincia. Tra le cause, la Cisl indica carenze formative, difficoltà linguistiche e una maggiore presenza in settori ad alto rischio. Per questo viene sollecitato un investimento mirato in percorsi di formazione e mediazione culturale.
Rilevante anche la percentuale di donne coinvolte (28,7% delle denunce), sebbene inferiore alla loro presenza complessiva nel mercato del lavoro vicentino. Un dato che potrebbe riflettere la minore concentrazione femminile nei comparti più pericolosi.
Il quadro che emerge è quello di un’emergenza trasversale, che riguarda tutte le categorie e impone un rafforzamento delle politiche di prevenzione e controllo per invertire una tendenza che torna a destare forte preoccupazione.