giovedì 29 ottobre 2026 Valentina Ruzza
Fino al 2 novembre l’azienda agricola trevigiana ospita la settima edizione del Villaggio delle Zucche. Oltre cinquanta attrazioni, labirinti di mais e laboratori per bambini. Un’iniziativa che unisce divertimento, tradizioni contadine e valorizzazione del territorio.
VILLORBA (TREVISO) – Un milione di zucche di sessanta varietà diverse, oltre cinquanta attrazioni e un’intera area agricola trasformata in un grande villaggio autunnale. A Villorba, alle porte di Treviso, l’azienda Nonno Andrea torna ad accogliere le famiglie con un’iniziativa che negli anni ha assunto una dimensione sempre più significativa nel panorama delle attività stagionali del Veneto. Il Villaggio delle Zucche, giunto alla settima edizione, resterà aperto fino al 2 novembre, proponendo un calendario di esperienze che mette insieme intrattenimento, natura e tradizioni rurali.
Il dato più interessante, tuttavia, non riguarda soltanto i numeri. A distinguere la proposta dell’azienda trevigiana è soprattutto la capacità di coinvolgere generazioni differenti, trasformando una giornata in campagna in un’occasione di condivisione tra bambini, genitori e nonni. Una formula che intercetta il desiderio di molte famiglie di trascorrere il tempo libero all’aria aperta, privilegiando attività concrete e partecipative rispetto alle forme più tradizionali di intrattenimento.
Il percorso si snoda tra allestimenti realizzati con zucche coltivate dall’azienda, installazioni scenografiche e spazi dedicati al gioco. Tra le attrazioni principali figurano il grande labirinto di mais, la piscina di chicchi con gli scivoli e numerosi giochi tradizionali in legno, che recuperano passatempi appartenenti alla cultura popolare. Accanto a questi trovano posto laboratori creativi, attività didattiche, spettacoli e percorsi pensati per stimolare la curiosità dei più piccoli.
L’esperienza è costruita attorno a un principio semplice: offrire ai bambini la possibilità di giocare utilizzando materiali, ambienti ed elementi legati al mondo agricolo. Il mais diventa uno spazio da esplorare, le zucche si trasformano in strumenti creativi e la campagna assume una funzione che va oltre quella produttiva. In un contesto nel quale il tempo libero dei più piccoli è spesso accompagnato dalla presenza di dispositivi digitali, il Villaggio propone un’alternativa fondata sul movimento, sulla scoperta e sull’interazione diretta.
Ma sarebbe riduttivo considerarlo un appuntamento destinato esclusivamente ai bambini. Una parte rilevante della proposta riguarda proprio la possibilità di condividere le attività con gli adulti. I giochi di una volta, per esempio, mettono sullo stesso piano generazioni diverse: i nonni possono ritrovare passatempi conosciuti durante l’infanzia, mentre i nipoti scoprono modalità di divertimento spesso lontane dalle loro abitudini quotidiane. Anche i genitori diventano parte dell’esperienza, senza limitarsi al ruolo di accompagnatori.
È in questa dimensione familiare che il progetto trova uno dei suoi elementi più significativi. La giornata non si esaurisce nella visita alle attrazioni, ma offre occasioni per stare insieme, confrontarsi e partecipare ad attività comuni. Un aspetto che assume particolare valore in una quotidianità nella quale conciliare lavoro, scuola e impegni personali lascia spesso poco spazio al tempo condiviso.
Il legame con l’agricoltura rimane centrale. Nonno Andrea nasce come realtà produttiva e mantiene nella coltivazione e nella trasformazione dei prodotti della terra una componente fondamentale della propria identità. Il Villaggio delle Zucche rappresenta un’estensione di questa attività, attraverso la quale l’azienda apre i propri spazi al pubblico e rende accessibile un patrimonio di conoscenze legato alla stagionalità, alle colture e alle tradizioni contadine.
La presenza di laboratori e attività educative permette inoltre di avvicinare i bambini all’origine degli alimenti e al lavoro agricolo. Un’opportunità che contribuisce a ristabilire un rapporto più diretto tra ciò che viene consumato quotidianamente e i processi necessari alla sua produzione. La dimensione didattica si inserisce naturalmente nel percorso, senza sovrapporsi a quella ricreativa.
Non manca l’attenzione alla gastronomia. Nelle aree ristoro la zucca diventa protagonista di piatti dolci e salati, preparazioni stagionali e proposte meno convenzionali, tra cui il gelato e il cappuccino alla zucca. Un modo per valorizzare il prodotto simbolo della manifestazione anche attraverso la cucina, offrendo ai visitatori un ulteriore punto di contatto con la produzione agricola.
L’iniziativa presenta anche una ricaduta sul territorio. Per l’edizione 2026 è stata rinnovata la collaborazione con le attività del Distretto del Commercio di Villorba, con l’obiettivo di estendere l’esperienza oltre i confini dell’azienda attraverso appuntamenti, degustazioni e iniziative collegate. Un progetto che contribuisce a rafforzare il rapporto tra agricoltura, commercio e turismo di prossimità, valorizzando una parte del Trevigiano che conserva una forte identità rurale.
Il Villaggio delle Zucche si inserisce, del resto, in un fenomeno più ampio: la crescente attenzione verso le esperienze all’aria aperta e le proposte che permettono alle famiglie di trascorrere una giornata insieme senza allontanarsi eccessivamente da casa. Una domanda alla quale le aziende agricole stanno rispondendo con formule che affiancano alla produzione attività educative, ricreative e di accoglienza.
Nel caso di Nonno Andrea, il richiamo delle grandi scenografie autunnali costituisce certamente un elemento di attrazione, ma il progetto trova una propria identità soprattutto nel rapporto tra territorio e partecipazione. Le zucche diventano il filo conduttore di un’esperienza nella quale la campagna non è soltanto un paesaggio da fotografare, ma un ambiente da conoscere e vivere.
E se il milione di zucche dichiarato dagli organizzatori rappresenta il numero destinato a richiamare maggiormente l’attenzione, il valore della proposta si misura anche in ciò che non può essere quantificato: il tempo che genitori e figli riescono a dedicarsi, la curiosità dei bambini davanti a un gioco sconosciuto, la possibilità per i nonni di condividere con i più piccoli un pezzo della propria memoria.
In fondo, è proprio questo il risultato più interessante di un’iniziativa nata dalla campagna: aver trasformato una tradizione agricola in un’occasione per ritrovare il piacere di stare insieme.