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Virtus Entella - L.R. Vicenza: Le pagelle della Ruzza

lunedì 7 settembre 2026 Valentina Ruzza

Merkaj e Caferri i migliori, Gagno rovina tutto nel finale. Il Lane cresce, ma non sa ancora proteggersi

GAGNO 5 – Per oltre un’ora tiene in piedi il Vicenza con interventi puntuali e sicuri, soprattutto nella ripresa. Poi, sull’azione del 2-2, sbaglia completamente lettura, tempo e misura dell’uscita, spalancando a Corona la porta del pareggio. Un errore pesantissimo, che cancella quanto di buono aveva costruito fino a quel momento.

CUOMO 6 – Essenziale, concreto, senza ricami. Tiene bene il duello fisico, accorcia con discreto tempismo e raramente si fa sorprendere nell’uno contro uno. Nel finale, però, anche lui viene trascinato nel disordine generale della linea.

BRIGHENTI 6,5 – Il più affidabile del terzetto. Esperienza, letture preventive e senso della posizione. Quando l’Entella prova ad alzare i giri, è spesso lui a mettere una pezza e a tenere insieme un reparto che nel complesso continua a mostrare crepe.

SANDON 6,5 – Spinge, accompagna e mette qualità. Sulla sinistra è una presenza continua, soprattutto nel primo tempo, quando il suo cross velenoso anticipa l’azione del vantaggio. Prestazione piena, ordinata e con personalità.

CAFERRI 7 – Una delle note più luminose della giornata. Corre tantissimo, dà ampiezza, produce cross e crea superiorità. L’assist per Merkaj è la fotografia della sua partita: lucidità, precisione e coraggio. Prestazione da titolare vero.

PIETRELLI S.V. – Entra nel finale, quando la partita ha già perso equilibrio e ordine. Troppo poco tempo per lasciare un’impronta.

VALOTI 5,5 – Qualche lampo, ma non abbastanza. Fatica a trovare continuità tra le linee e non riesce a diventare davvero il riferimento tecnico che il Vicenza si aspetta da lui. Può e deve pesare di più.

ZONTA 6,5 – Entra e il centrocampo cambia ritmo. Più verticale, più aggressivo, più presente. Partecipa in maniera decisiva all’azione del 2-1 e dà subito la sensazione di essere dentro la partita con testa e gambe.

CARRARO 5,5 – Alterna buone letture a qualche scelta troppo affrettata. Quando il Vicenza dovrebbe addormentare la partita e gestire il possesso, manca quella pulizia che servirebbe per togliere ossigeno all’Entella. Prestazione discreta, ma non abbastanza lucida.

PELLIZZARI 6 – Fa il lavoro sporco, quello che spesso si vede meno. Corre, scherma, cuce e prova a dare equilibrio. Non illumina, ma garantisce una presenza utile per lunghi tratti.

BELLEMO S.V. – Entra nel tratto più confuso della gara. Pochi palloni giocabili e troppo poco tempo per incidere realmente.

COSTA 6 – Quando trova campo sa creare qualcosa. Porta qualità nelle conduzioni e accompagna bene la manovra, ma non sempre riesce a dare continuità alle sue iniziative. Sufficienza piena.

CORAZZA 5,5 – Entra con energia, ma il cambio non alza il livello sulla corsia. Rispetto a Costa perde qualcosa in precisione e pulizia tecnica. Volenteroso, ma poco incisivo.

MONCINI 6,5 – Il gol è da centravanti: presente nel posto giusto, nel momento giusto. Lotta, protegge, dà peso alla manovra offensiva e tiene occupati i centrali dell’Entella. Una prova concreta, premiata dalla rete.

RAUTI 6 – Ingresso utile e vivace. Porta movimento, intensità e aggressività. Recupera il pallone che dà origine all’azione del 2-1 e dà una mano anche nel lavoro senza palla.

MERKAJ 7 – Si presenta nel modo migliore possibile. Personalità, forza, attacco della profondità e freddezza davanti a Del Frate. Il gol dell’ex pesa e racconta una partita da attaccante di categoria. Tiene sempre in allarme la retroguardia ligure e sfiora anche altre giocate importanti. Esordio più che convincente.

GALLO 6 – La reazione dopo Avellino si vede. Il Vicenza costruisce, segna due volte e per lunghi tratti dà la sensazione di poter portare via la partita. Le scelte iniziali funzionano, così come alcuni cambi. Ma farsi rimontare due volte resta un limite troppo evidente per poter andare oltre la sufficienza. La squadra cresce, ma deve imparare a chiudere le partite.

IL MIGLIORE: MERKAJ 7

Debutto, gol dell’ex e una presenza offensiva costante. Dà subito profondità e pericolosità a un reparto che aveva bisogno di una scossa.

IL PEGGIORE: GAGNO 5

Prima para, poi consegna il 2-2. Nel giudizio finale pesa inevitabilmente l’errore sull’uscita che costa due punti.

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