Cronaca

Weekend di incidenti in montagna: 4 interventi del Soccorso alpino

lunedì 12 ottobre 2026 Martino Montagna

Fine settimana impegnativo per il Soccorso alpino veneto, intervenuto tra domenica e la notte tra domenica e lunedì per quattro emergenze tra le province di Padova, Verona e Belluno. Soccorsi una donna colta da malore durante una passeggiata, un cacciatore con una sospetta frattura alla caviglia, una ciclista precipitata in una gola e un giovane escursionista romano, ritrovato in gravi condizioni dopo una caduta di un centinaio di metri.

Il primo intervento domenica mattina sul Monte Grande, a Teolo, nel Padovano. Una donna di 41 anni, residente a Montegrotto Terme, ha perso i sensi mentre camminava con una comitiva di una trentina di persone, dopo essere partita da Passo Fiorino. Una squadra di cinque soccorritori l'ha raggiunta e, dopo averla sistemata in barella, l'ha trasportata a piedi per circa mezz'ora fino a Rovolon, dove è stata affidata all'ambulanza.

Sempre in mattinata, sul versante del Monte Pastello che guarda alla Val d'Adige, nel territorio di Dolcè, un cacciatore di 31 anni, residente a Brentino Belluno, si è infortunato a una caviglia mentre, insieme al padre, stava controllando le postazioni di caccia in vista della stagione venatoria. Sul posto è intervenuto l'elicottero di Verona Emergenza: il tecnico di elisoccorso e il medico sono stati calati con il verricello nella radura dove si trovava l'uomo. Dopo le prime cure, il ferito è stato recuperato e trasportato all'ospedale di Negrar.

Nel pomeriggio, a Negrar, una ciclista di 65 anni, residente a Villafranca di Verona, è precipitata per circa dieci metri nel Vajo delle Fiamene, vicino a Prun. La donna stava percorrendo in e-bike uno stretto sentiero insieme al marito e ad alcuni amici, quando ha perso l'equilibrio. Caduta nella gola, ha riportato possibili traumi al bacino e a una gamba. I cinque tecnici del Soccorso alpino, con il supporto di altri due soccorritori, del medico e del personale dell'ambulanza, l'hanno raggiunta, imbarellata e recuperata con una manovra di corda. Riportata sul sentiero, è stata trasportata a spalla per circa trecento metri fino alla strada e affidata ai sanitari.

La situazione più grave a San Gregorio nelle Alpi, nel Bellunese, dove un escursionista romano di 26 anni è stato ritrovato nella notte tra i Monti Pizzocco e Pizzocchetto. Il giovane era partito in mattinata per un'escursione, ma non aveva fatto ritorno. Dopo l'allarme lanciato in serata, la Polizia ha individuato la sua auto parcheggiata a Roncoi. Sono quindi scattate le ricerche con il Soccorso alpino di Feltre, la Guardia di finanza, i Vigili del fuoco e la Polizia.

Determinante il contributo dei familiari, arrivati da Roma, che hanno fornito gli accessi all'orologio Garmin del giovane, consentendo di ricostruire il tracciamento GPS e individuare la zona degli ultimi segnali registrati. I soccorritori hanno raggiunto il ragazzo, precipitato per circa cento metri lungo un tratto roccioso. Era vivo, ma in condizioni critiche per i possibili traumi riportati.

A causa delle nuvole basse, i ripetuti tentativi dell'elicottero di Treviso Emergenza di raggiungere la zona sono stati inizialmente vanificati. Le squadre hanno quindi imbarellato il giovane, recuperandolo con manovre di corda per circa cento metri fino al sentiero, per poi trasportarlo a spalla in discesa per altri duecento metri. Solo intorno alle 4.30, raggiunta una zona libera dalle nubi, l'eliambulanza è riuscita a recuperarlo con il verricello e a trasportarlo all'ospedale di Treviso.

Quattro interventi in poche ore, tra malori, cadute e incidenti in ambiente impervio, che riportano l'attenzione sui rischi delle attività in montagna e sull'importanza della tempestività dei soccorsi.

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