Spostare la chiesa e rispettare il Palladio, una provocazione di Radio Vicenza

Oggi in Alabarda ricordiamo che esiste un gioiello palladiano, una villa progettata da Andrea Palladio attorno al 1542, che si trova a Bertesina.
Villa Gazzotti Grimani Marcello Curti che è quella più piccola (delle due che esistono laggiù), ma anche la più preziosa, soffocata dal complesso parrocchiale. Una realtà che è di proprietà privata e purtroppo continua ad essere in condizioni difficili di conservazione. La vedo così da 40 anni, e nulla è cambiato!

E’ evidente che i proprietari non ce la fanno a operare interventi di manutenzione straordinaria nonostante l’aiuto dell’Istituto Regionale Ville Venete … ed evidentemente non è una colpa esserne proprietari.

PROPOSTA: sarebbe il caso che, come per altre ville storiche di grande interesse architettonico, intervenga l’ente pubblico, come avvenne nel 2005 a Piazzola sul Brenta: la Regione acquisì per alcuni milioni di euro villa Contarini-Camerini per mettere in atto una modalità di gestione più efficiente nel rapporto con il settore turistico e per affinare l’attività di manutenzione ordinaria, di gestione e di restauro.

Villa Contarini è una reggia e l’acquisì la Regione del Veneto, e villa Gazzotti fortunatamente è una piccola villa palladiana a portata di tasca di Palazzo Trissino.

Certo bisogna fare delle scelte: sicuramente reperire dei fondi straordinari e investire non solo per il restauro della villa che Palladio realizzò per Taddeo Gazzotti e che passò di mano a cantiere aperto al nobile veneziano Girolamo Grimani, ma anche sul contesto urbanistico e paesaggistico nel quale è inserita.

Il complesso parrocchiale che a occhio risale al dopoguerra, è stato costruito senza alcun rispetto per la villa di Andrea Palladio: risulta soffocare l’edificio cinquecentesco. E si tratta di un manufatto di scarso valore: può essere spostato e ricostruito.


A 50 e 100 metri dalla villa sono state costruite casette insignificanti negli anni 60 e 70 che andrebbero espropriate ed abbattute (ovviamente bisogna pensare alla sistemazione delle famiglie che vi abitano).
Il campo antistante, sul quale qualche estate fa cresceva il mais, va riqualificato per esaltare la presenza del manufatto palladiano. Non ci vuole un genio per capirlo che quella villa lì può diventare il fulcro della vita civile, economica e sociale del quartiere di Bertesina e, se valorizzata, può diventare una meta fissa dei percorsi turistici che interessano la nostra città.

Andrebbe pensato anche un ciclopercorso delle ville palladiane nei dintorni di Vicenza … ma è un altro capitolo.

Bertesina muore e bisogna fare delle scelte: c’è un gioiello impantanato nell’incuria provocata da decisioni urbanistiche scellerate del passato che va riportato alla luce. Una villa palladiana che, ripetiamo, va rimessa a nuovo e pensata come cardine/punto di riferimento civile, culturale, politico, artistico per ridare dignità all’area tra Bertesina e Bertesinella.

E’ un sogno, ma dobbiamo avere coraggio, altrimenti si muore! (FB)

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