Un primo bilancio della stagione artistica 2017/2018 del TCVI

Nove mesi di spettacoli, ottobre 2017 – giugno 2018

È stata una stagione importante, quella appena conclusa al TCVI (l’8 giugno con il toccante spettacolo fuori abbonamento sulla figura del pittore maledetto Antonio Ligabue, e ancora qualche giorno dopo con gli ultimi appuntamenti al Cinema al Ridotto), l’undicesima della sua storia. È stata la stagione che ha visto i festeggiamenti, ad inizio dicembre, sotto la neve, per i 10 anni dall’apertura del Teatro Comunale, celebrati con tutti i generi di spettacolo, per tutti i tipi di pubblico, di tutte le età (con i bambini a dormire sul palco del Comunale, nella notte a Teatro dedicata a loro). È stata la stagione che ha visto, finalmente, il nome del Teatro apparire sulla sommità (illuminato di notte), grazie alla partnership con Colorcom.

Una stagione importante, di grandi soddisfazioni, nonostante le premesse non fossero le migliori.

L’uscita di scena, a fine anno della Banca Popolare di Vicenza, se da un lato ha significato una pesante perdita sul budget, dall’altro ha spronato la Fondazione ad investire in innovazione e qualità, perseverando nella sua mission che la vede protagonista, centro di aggregazione e polo di riferimento culturale della Città e del territorio, sempre in grado di offrire un prodotto di alta qualità, diversificato, per rispondere alle esigenze di pubblici qualificati e consapevoli.

Grandi nomi si sono avvicendati sul palcoscenico del Comunale: storiche compagnie internazionali di danza (il Balletto Nazionale dell’Uruguay diretto da Julio Bocca, i Ballets Jazz Montréal, la Rioult Dance New York, il Victor Ullate Ballet) e la compagnia italiana dei Junior Balletto di Toscana, ma anche i danzatori, i performer e i giovani coreografi dell’ultima generazione che si sono esibiti a Danza in Rete Festival: Davide Valrosso, Silvia Gribaudi, Francesca Foscarini, Jadd Tank e Radouan Mriziga, solo per citare i più importanti. Nella stagione di prosa sono stati protagonisti nomi importanti della scena nazionale, da Claudia Cardinale a Luca Barbareschi, da Maria Amelia Monti a Marco Paolini, mentre al Ridotto hanno trovato spazio interpreti e drammaturgie orientate alla contemporaneità (Serra Yilmaz, Alessandro Fullin, Gioele Dix, Monica Piseddu e Lucilla Giagnoni). Per la musica i protagonisti della stagione sinfonica sono stati l’Orchestra del Teatro Olimpico diretta da Alexander Lonquich e da altri importanti maestri tra cui l’ungherese Gábor Takács-Nagy nel Gran Concerto di San Silvestro, il violoncellista Enrico Bronzi ed il violinista Gregory Ahss, già primo violino della Mahler Chamber Orchestra, mentre per la concertistica i protagonisti di maggior rilievo sono stati il complesso a cappella The King’s Singers, il baritono tedesco Matthias Goerne e la pianista Lilya Zilberstein, il pianista coreano Seong-Jin Cho, l’arrembante Cuarteto Casals, la violinista Suyoen Kim e il pianista canadese Jan Lisiecki, accompagnato dalla Camerata Salzburg. Ha fatto il suo esordio nella programmazione del Comunale anche il circo con il raffinatissimo spettacolo Night Circus – in prima nazionale a Vicenza – della compagnia ungherese Recirquel. Il cartellone ha ospitato inoltre la prima edizione di Arte e Rivoluzioni, un ciclo di incontri inaugurato da Philippe Daverio (seguito da Christian Greco, Giovanni Carlo Federico Villa e Guido Beltramini) dedicato ai cambiamenti epocali percepiti e trasmessi dagli artisti, in anticipo rispetto agli eventi, nelle varie epoche.

Grandi numeri per risultati di eccellenza

Alle innovazioni corrispondono numeri di rilievo: sono stati più di 108.000 le persone che hanno frequentato, come spettatori o partecipanti ad eventi, o ancora operatori parte attiva del sistema (artisti, danzatori, coreografi, direttori d’orchestra), il Teatro Comunale Città di Vicenza nell’ultimo anno (dati aggiornati al 31.12.2017); e in una Città di poco più di 111.000 abitanti, il dato ben segnala il radicamento del Comunale nella vita della Comunità.

Per la stagione appena conclusa sono 3.500 gli abbonamenti venduti (3.448 per l’esattezza, dato che segna un +23% rispetto alla stagione precedente), più di 70.000 gli spettatori (72.243 considerando abbonati e spettatori con biglietto).

Gli eventi della stagione artistica si quantificano in 122 spettacoli, 11 Incontri con la Danza e 19 Incontri a Teatro, un numero di tutto rispetto che considera gli appuntamenti delle sezioni danza, danza al Ridotto, la nuovissima Danza in Rete (il Festival spin off della stagione di danza organizzato in collaborazione con la Fondazione Teatro Civico di Schio), e ancora prosa, prosa al Ridotto, concertistica, sinfonica, gli spettacoli fuori abbonamento, compresi i concerti rock, gli appuntamenti al Cinema, gli eventi della nuovissima sezione Arte e Rivoluzioni, gli spettacoli dei progetti formativi #TCVI Educational, i festeggiamenti per il decennale del Teatro, il circo.

Dal punto di vista degli interpreti, oltre 700 (737) sono stati gli artisti che si sono esibiti sul palco del Comunale e al Ridotto, più di 30 le compagnie di danza (genere che resta il fiore all’occhiello del TCVI), una 15ina le compagnie di prosa, più di 500 (503) i musicisti che si sono avvicendati in una programmazione senza soluzione di continuità che si è sviluppata da ottobre 2017 a giugno 2018. Si tratta senza dubbio di una massa critica di rilevo, nell’ambito dello spettacolo dal vivo, un dato che posiziona il Teatro Comunale Città di Vicenza tra i leader a livello regionale (nei teatri della città capoluogo) in termini di qualità e di quantità della proposta.

Un progetto artistico integrato

La Fondazione che gestisce il Teatro ha saputo creare nel tempo un progetto artistico composito ed integrato per sostenere la crescita della Comunità attraverso i linguaggi e le poetiche delle arti dello spettacolo, perseguendo i valori di rigore gestionale e qualità artistica. Queste linee guida si concretizzano nel proporre stagioni artistiche e attività diversificate, nazionali ed internazionali, di alta qualità; per quanto riguarda i contenuti della programmazione, la scelta è di integrare tradizione, innovazione artistica e linguaggi della contemporaneità, mentre a livello di responsabilità sociale si opera per sostenere ed integrare nella vita del teatro pratiche di welfare culturale con una particolare attenzione nell’avvicinare al teatro nuove fasce di pubblico. Il pubblico, gli spettatori, restano centrali nell’individuazione di politiche culturali a loro dedicate, e quindi accrescere le competenze dello spettatore e favorirne il ricambio generazionale diventa un obiettivo prioritario per la Fondazione. Di grande importanza è ritenuto anche il lavoro di rete svolto in questi anni dalla Fondazione: Il Teatro Comunale di Vicenza è capofila della rete Teatri Vi.Vi. rete sostenuta dalla Camera di Commercio di Vicenza e dalla Regione del Veneto tra i Teatri di Vicenza e i maggiori centri della provincia (Arzignano, Bassano del Grappa, Lonigo, Montecchio Maggiore, Noventa Vicentina, Schio e Thiene); è inoltre promotore e partner con la Fondazione Teatro Civico di Schio del nuovo Festival Danza in Rete; partecipa alle più importanti reti operative per la promozione della giovane danza d’autore (Residance e Anticorpi XL Diaspora-Dancing Identities Accross Social Practises On Roots Achievement, Anticorpi XL e relative azioni: Collaboraction XL, Residance XL, Prove d’Autore, Danza Urbana XL, Focus Young Mediterranean and Middle East Choreographers).

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